Grottammare, trappole, gabbie e decespugliazione hanno fallito con i cinghiali. Via libera agli uomini armati e ai cani

La Polizia locale alle prese con le gabbie
La Polizia locale alle prese con le gabbie
di Luigina Pezzoli
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Martedì 8 Marzo 2022, 09:55

GROTTAMMARE - Cinghiali, il sindaco di Grottammare firma un’ordinanza per consentire, anche in ambito urbano, l’operazione di “scaccio” che sarà portata avanti da uomini delle forze dell’ordine, armati e con cani addestrati a seguito. «In questi due anni abbiamo messo in campo tutte le procedure non cruente per allontanare i cinghiali dalle zone residenziali, installando gabbie e provvedendo alla decespugliazione.

 

Ma non è servito a nulla dato che la loro presenza è ancora più rilevante. Inoltre la peste suina, veicolata da questi animali selvatici, e l’incolumità pubblica, ci obbligano ad essere più incisivi. A riguardo ci sarà un tavolo tecnico con la Questura - spiega il primo cittadino Enrico Piergallini – Attraverso quest’azione gli animali saranno allontanati dalle zone urbane e se necessario saranno abbattuti».

Oltre agli avvistamenti sono diverse le segnalazioni registrate in merito ai danni causati dagli ungulati alle proprietà pubbliche e private, ai fondi agricoli e alle aziende vivaistiche della zona. La loro presenza, in particolar modo nelle ore serali e notturne, rappresenta un pericolo per la sicurezza stradale. Da non sottovalutare che il proliferare eccessivo di questi animali allo stato selvatico può comportare il diffondersi di specifiche malattie, a riguardo le indicazioni del “Nucleo di coordinamento regionale per la prevenzione e la sorveglianza della este suina africana” impongono la riduzione numerica dei cinghiali selvatici. A seguito del tavolo tecnico convocato dalla Questura di Ascoli, circa un anno fa, la Polizia provinciale e l’Amministrazione comunale hanno attuato numerosi interventi, escludendo, fino ad oggi, l’abbattimento, tra i quali: il posizionamento di gabbie che fungono da trappole, la decespugliazione delle aree con fitta copertura vegetativa, prossime alle aree urbane, e provvedendo, inoltre, all’apposizione di segnaletica di pericolo nelle zone interessate dall’avvistamento.

Accertato che i sistemi che non prevedono l’abbattimento diretto degli esemplari si sono rilevati non risolutivi la problematica è stata inseguito trattata dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica: è stata evidenziata la necessità di elaborare un piano d’intervento da porre a base di ordinanza sindacale urgente. Adesso gli agenti della Polizia provinciale di Ascoli cureranno l’organizzazione e la messa in atto delle operazioni, comprese le fasi preliminari di localizzazione delle rimesse dei cinghiali, luoghi di rifugio diurno e individuando, di volta in volta, le tecniche di abbattimento ritenute più proficue e consone allo scenario dell’intervento, comprese quelle effettuate in forma collettiva prevedano l’utilizzo di cani addestrati e selezionati.

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