Tagli al presidio notturno, allarme Guardia medica: servizio a rischio in due comuni, ecco quali

Tagli al presidio notturno, allarme Guardia medica: servizio a rischio in due comuni, ecco quali
Tagli al presidio notturno, allarme Guardia medica: servizio a rischio in due comuni, ecco quali
di Alessandra Clementi
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Venerdì 14 Gennaio 2022, 06:40

GROTTAMMARE  - A rischio la Guardia medica notturna nei Comuni di Grottammare e Cupra durante i giorni feriali. Un provvedimento che se confermato andrebbe a congestionare ancora di più il Pronto soccorso della Riviera. 


Previsto per questa mattina un incontro tra il sindaco di Grottammare Enrico Piergallini e il direttore dell’Area vasta 5 Massimo Esposito per conoscere la fondatezza di tale provvedimento e soprattutto le motivazioni. Alla base di una simile scelta ci sarebbe ancora una volta la carenza di personale che avrebbe portato la direzione Asur a sospendere, almeno temporaneamente, il servizio della Guardia medica notturna, nonostante siano numerosi gli accessi da parte dei grottammaresi. «Voglio capire – spiega il primo cittadino Piergallini – le motivazioni di una tale decisione. Se il nostro sacrificio dovesse servire per aiutare un sistema che si trova in emergenza potremmo anche accettare, ma occorre verificare, anche perché a Grottammare ci sono diversi accessi presso questo servizio. Finora tale soluzione ci è stata prospettata solo telefonicamente». Quindi tutto da valutare, senza voler essere l’agnello sacrificale. 


«La notizia è allarmante e conferma le preoccupazioni di Italia Viva in tutti i territori della nostra regione- afferma l’esponente renziano Fabio Urbinati - Togliere il servizio notturno della Guardia medica, nei giorni feriali, ad un territorio di più di 30.000 abitanti è un rischio e una responsabilità enorme che la Regione si assumerà. Lo vediamo anche come un segnale di resa della direzione dell’AV5 che evidentemente non riesce o non vuole forzare sulla Regione per maggiori dotazioni di personale. Il ruolo della Guardia medica è indispensabile, soprattutto nelle ore notturne per guidare il paziente in base alla patologia riscontrata e farlo accedere al sistema di protezione garantito dalla rete clinica regionale. Non crediamo che il servizio possa essere sostituito da San Benedetto in un territorio così grande.

La Guardia medica è un’offerta domiciliare e non ambulatoriale. Ciò metterà in difficoltà anche il servizio nella città di San Benedetto dove gli operatori si troveranno a coprire un’area di oltre 70.000 abitanti. Siamo ormai a certificare il fallimento di questa giunta regionale. Dopo le aree interne si indebolisce l’offerta sanitaria territoriale anche sulla costa. Invito I consiglieri regionali di questo territorio a porre rimedio attraverso il ruolo che la legge e cittadini del Piceno gli hanno assegnato. Così non si va avanti, governare la sanità impone rigore, serietà e competenza. La Regione ci ripensi e torni indietro da questa scelta troppo azzardata, la situazione dei nostri ospedali e del nostro personale è già al limite».

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