Esibizioni e interventi sul palco, il Piceno Pride è una gran festa. I promotori: «Siamo una comunità solidale e rispettosa»

Il Piceno Pride
Il Piceno Pride
di Luigina Pezzoli
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Domenica 2 Ottobre 2022, 03:45

GROTTAMMARE - Successo per il Piceno Pride che ieri ha fatto tappa a Grottammare. Un corteo di persone dal parco Belvedere di Grottammare, nei pressi della foce del Tesino, si è snodato sul lungomare centro raggiungendo piazza Kursaal. E qui sul palco, allestito per l’occasione, si sono avvicendati interventi ed esibizioni. 

 
Grande partecipazione, dunque, per l’iniziativa organizzata da Liber3 Tutt3, gruppo transfemminista e intersezionale che nasce ed opera in tutto il territorio provinciale, e che dopo la prima tappa a San Benedetto nel 2021, quest’anno è approdata nella Perla dell’Adriatico. “Non si può più dire niente” questo il titolo dell’evento scelto, non a caso «per rimarcare l’assurdo di un mondo in cui proprio chi ha sempre potuto dire tutto, oggi scopre cosa significa perdere una parte di quella che fino a ieri aveva considerato come una libertà insindacabile» hanno ribadito gli organizzatori.

Di seguito alcune delle realtà che hanno aderito alla manifestazione, la prima dopo il voto del 25 settembre: Non Una di Meno Transterritoriale Marche; Arcigay Comunitas Ancona; A.ge.d.o. Marche; Collettivo Caciara; Officina Universitaria; Rete Degli Studenti Medi, Robin Hood; Collettivo Transfemminista Jesi; Collettivo Malelingue; On The Road Cooperativa Sociale; Common Bubble; Partito della Rifondazione Comunista, Federazione Piceno; Partito Gay LGBT+, Solidale, Ambientalista, Liberale; Comitato provinciale Anpi Ascoli Piceno; Cgil Nuovi Diritti Marche; Cgil Ascoli Piceno; Unione sindacale di base confederale Marche; Anpi Ascoli Piceno; Molto+194 Fermo; Rete Femminista Marche molto+di 194; Unione popolare Marche; Osservatorio di genere Aps; Mazì Arcigay Pescara. 

Tutti insieme ieri per rivendicare il diritto «di essere una comunità solidale, rispettosa, aperta e non giudicante» come sottolineano gli organizzatori. «Il Pride in piccole città come le nostre serve proprio a far capire che ci siamo, siamo in mezzo a voi e che non siamo una comunità strumentalizzabile dalla forza politica di turno, di cui si vogliono fare portabandiera».

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