Scrive virtù e vizi dei suoi concittadini e il libro spacca la comunità. L'anziano autore costretto a scusarsi

Martedì 4 Maggio 2021 di Emidio Lattanzi
Grottammare, che baruffa per il libro di un anziano

GROTTAMMARE  - Ha scritto un libro su Grottammare. O meglio sui grottammaresi e, all’interno di quelle pagine stampate a sue spese, ha pubblicato vizi e virtù di vari cittadini della Perla dell’Adriatico. E’ la storia di un anziano di Grottammare, che nei mesi scorsi ha scritto, per superare la noia e le paure del lockdown, un libro con i suoi concittadini per protagonisti. E che libro, verrebbe da dire visto quello che è accaduto dopo.

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Il volume è stato messo a disposizione del pubblico per un paio di giorni e tra le righe impresse nelle sue pagine non risparmiava davvero nessuno: commercianti, artigiani e imprenditori. Tanto che gli stessi artigiani, commercianti e imprenditori non l’hanno presa molto bene e il libro, nel giro di pochi giorni, è letteralmente sparito dalla circolazione.


Storie di paese incastonate in quella che, nel frattempo, è diventata una piccola città e che maldigerisce una pubblicazione sulle cosiddette “vernecchie”. Così si è arrivati quasi in un’aula di Tribunale per le righe contenute all’interno di quel volume dal quale ora lo stesso autore ha dovuto prendere le distanze. O meglio, ha dovuto sottolineare il fatto che quanto contenuto nel libro sia «frutto di fantasia» e che «tutte le persone riportate nel libro sono di sicura integrità morale e di certa rettitudine». 


La situazione è arrivata ad un punto tale che è stato necessario anche intervenire attraverso un legale che ha dovuto specificare, in vece dell’autore, che l’autore stesso «non intendeva offendere le persone di cui fa menzione nel suo libro e che il contenuto del libro ed i riferimenti a fatti e persone devono ritenersi frutto solo della sua mente visionaria e sono del tutto inverosimili e non rispondenti al vero. L’autore chiede umilmente che le persone tutte citate nel libercolo vogliano accogliere le sue più sincere scuse». Insomma pubbliche scuse per lavare l’onta di vicende poco gradite ai loro protagonisti.

 

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