Uno su mille ce la fa: dopo la malattia con grande determinazione a 16 anni il sogno di Francesco diventa realtà

Giovedì 29 Luglio 2021 di Laura Ripani
Francesco Ricci

SAN BENEDETTO - Mens sana in corpore sano per ottenere i migliori risultati nella vita. Lo sa bene il giovane Francesco Ricci, figlio dell’avvocato Lamberto e della collega Magda Piccioni, che proprio nei giorni scorsi ha avuto la buona notizia di essere arrivato al 5° posto tra i 20 ammessi alla Scuola Navale Morosini della Marina Militare di Venezia.
 
Francesco ha soltanto 16 anni e non è certo uno di quei ragazzini tutti biscotti e videogiochi che purtroppo la pandemia ha contribuito a diffondere come stile di vita. Piuttosto la sua è una vita iniziata in salita con problemi di salute durante i primi due anni, ma poi dedicata allo studio, sempre al top fin dalle scuole locali che gli hanno dato la base «per il mio futuro» dice Francesco ancora incredulo e felice: elementari all’istituto San Giovanni Battista, medie alla Cappella di Porto d’Ascoli con pagella d’oro nel 2018/2019 e il biennio al liceo classico Leopardi indirizzo Internazionale (con media voti del 9,5). Qui Francesco, lo sanno bene docenti e compagni, ha lasciato il segno. Ma Francesco aveva un sogno. Ed è questo quello che fa la differenza, qualcosa che fa brillare gli occhi e battere il cuore: voleva fortemente accedere a una delle scuole più prestigiose d’Italia, una di quelle scuole da uno su mille, letteralmente, ce la fa: il Morosini, la scuola navale militare.


«Ci provano giovani di tutta Italia» spiega ancora Francesco. Ma i posti sono solo 20. E la selezione sembra uscita da un film americano. «Abbiamo fatto una prova di cultura generale, su 100 domande, su tutte le materie del Classico. E poi abbiamo dovuto superare un esame attitudinale e prove fisiche su discipline a corpo libero (addominali e piegamenti) e di atletica (corsa 800 metri)». Inutile dire che la concorrenza è altissima e i candidati sono fortissimi e determinati. 


Ma Francesco ha dalla sua una marcia in più, una vita di sacrificio, di studio e di fatiche sportive visto che è un agonista di nuoto. Sin da piccolo, a 7 anni, è entrato nella squadra della Delphinia Team Piceno (proprio quella che ha lanciato Stefano Di Cola che in questi giorni ha gareggiato alle Olimpiadi di Tokyo per poi passare alla GS Samb 87, pronto ad inquadrarsi nella rappresentativa di nuoto della Marina Militare. «Quello che conta - dice ancora Francesco è che ho potuto coronare il mio sogno, lo coltivo sin da bambino e oggi si è realizzato». 


Ok lui ci avrà pure messo l’anima, la testa e il corpo ma non dimentica chi lo ha aiutato ad arrivare fino a qui: «Ringrazio - dice - l’istituto Leopardi con i miei professori che mi hanno sostenuto e lo Studio di Fisioterapia Physiolab di Porto d’Ascoli che con il personal trainer Matteo Romanelli, in soli 20 giorni di durissimi allenamenti ha messo in piedi un atleta “nuotatore” (quindi non avvezzo alle dinamiche dell’atletica leggera e del corpo libero) pronto per la sfida finale più dura». Insomma giovani talenti crescono a San Benedetto e quando c’è terreno fertile da coltivare si vede da subito. La bella storia di un ragazzo sambenedettese che soltanto con la propria determinazione, l’impegno e il sacrificio è riuscito a ottenere un grande risultato. Un esempio anche per la qualità del lavoro e passione.

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