Aziende contagiate dal virus, sono 500 in meno in 6 mesi. Solo a gennaio hanno chiuso 273 attività

Venerdì 9 Aprile 2021
Il Covid sta falcidiano il tessuto produttivo di Ascoli

ASCOLI - È già un prezzo molto pesante quello che l’economia picena sta pagando a causa dell’effetto Covid. Un prezzo che, come confermano i dati della Camera di commercio regionale vedono la provincia di Ascoli con un saldo negativo, negli ultimi sei mesi, di ben 464 attività in meno, con ben 1.009 cessazioni a fronte di 545 nuove iscrizioni nel registro delle imprese. Il dato fa riferimento a tutto il periodo da settembre 2020 fino alla fine dello scorso mese di febbraio.

 

E proprio nei primi due mesi del 2021, si è registrato un saldo negativo pari a 216 attività in meno, con gennaio che ha fatto registrare il dato record di oltre 273 cessazioni a fronte di 111 nuove iscrizioni. 


Il calo
La fotografia è tanto chiara quanto prevedibile, con la pandemia che ha colpito, mese dopo mese, con una mazzata pesantissima il sistema economico piceno. Un sistema che, al 28 febbraio scorso si era assestato su un totale di 20.671 imprese. Andando a spulciare nel dettaglio i numeri relativi alle iscrizioni e cancellazioni di imprese mese dopo mese prendendo in considerazione, come evidenziato, il semestre tra settembre 2020 e febbraio 2021. A settembre, in realtà, c’era stato un dato in controtendenza, quando ancora non era ripartita la seconda ondata, con 52 cancellazioni di attività a fronte di ben 78 nuove iscrizioni. Tendenza in positivo anche nel successivo mese di ottobre, con 88 cancellazioni e 91 nuove iscrizioni. Poi, con l’emergenza Covid riesplosa con numeri preoccupanti, a novembre ecco sparire ben 227 attività (cancellate) a fronte di solo 80 iscrizioni, quindi con un saldo negativo di 147 attività. Saldo negativo importante anche quello dello scorso mese di dicembre, con 130 attività in meno a fronte di 209 cancellazioni e 79 iscrizioni. 


Gennaio nero
Ma il segnale più forte e allarmante è quello arrivato a gennaio 2021, con ben 273 attività chiuse, seppur a fronte di 111 iscrizioni, con un saldo negativo di 162 unità. Saldo sempre negativo, ma un po’ più contenuto con 54 unità in meno, nello scorso febbraio, quando ci sono state 160 cancellazioni a fronte di 106 nuove iscrizioni. Fatto sta che, dati alla mano, nel primo bimestre 2021 sono risultate 216 le attività in meno presenti sul territorio provinciale ascolano, con un totale in ogni caso di ben 433 aziende che hanno chiuso i battenti (rispetto a 227 nuove aperture). Di fatto, ringraziando i 545 coraggiosi nuovi imprenditori che hanno comunque tamponato l’emergenza con nuove attività aperte, negli ultimi 6 mesi sono state ben 1.009 le imprese chiuse. 


Le imprese attive
Per quello che riguarda il settore commercio in tutta la propria estensione, dall’ingrosso al dettaglio, alla fine dello scorso mese di febbraio le attività operative nel settore risultavano 4.721 (ovvero il 22,8% dell’intero sistema delle imprese picene). In questo settore, nel Piceno, il calo registrato da settembre 2020 a febbraio 2021, è stato da 4.784 a 4.721 attività, ovvero pari ad un saldo negativo di 63 imprese. Per gli altri settori, invece, ci sono stati saldi negativi numericamente inferiori (ed esempio, l’agricoltura ha perso 37 attività) considerando un maggior numero di iscrizioni registratesi. Sul fronte delle attività presenti, quindi, nel Piceno alla fine dello scorso febbraio erano 4.721 nel settore commercio, 3.707 tra agricoltura e pesca, 2.747 nel settore costruzioni, 2.028 attività manifatturiere, 1.668 nel settore ricettività e ristorazione, 1.047 nel settore delle attività di servizi e via via a scendere in tutti gli altri settori. 

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I fallimenti
Altro dato di cui tener conto, nel periodo tra settembre 2020 e febbraio 2021, sono state 24 le nuove procedure fallimentari avviate per altrettante attività. Di fronte alla fotografia scattata dalla Camera di commercio regionale alla situazione economica nel Piceno, diventa obbligatoria una riflessione: se il sistema sembra ancora reggere è grazie a tanti imprenditori che stringono i denti e vanno avanti e a tutti coloro che, nonostante l’emergenza, stanno comunque investendo e aprendo nuove attività, lanciando un forte segnale di speranza e ottimismo e tenendo un po’ più in equilibrio i piatti della bilancia, tra cancellazioni e iscrizioni. 

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