Nuovo fronte per l'emergenza Covid: i pronto soccorso vengono intasati da malati dall'Abruzzo

Lunedì 16 Novembre 2020 di Mario Paci

ASCOLI - Crescono purtroppo i decessi per il Covid nella provincia picena. Ieri sono deceduti un ospite della Rsa di Offida e un’anziana di 94 anni sambenedettese mentre i contagi sono stati 59. Le persone in isolamento sono salite a 2.667. E' adesso per la sanità picena c'è un aggravio di emergenze che arrivano dall'Abruzzo.

 

 

La pressione sugli ospedali Mazzoni e del Madonna del Soccorso per i ricoveri dei malati Covid si è alleggerita con l’apertura di 20 posti letto nella Rsa di Ripatransone che almeno per un po’ di giorni allevierà il carico ma ciò che preoccupa è la terapia intensiva. E non va granché meglio negli altri reparti Covid. Un problema acuito dopo che negli ultimi giorni molti residenti della Val Vibrata sono ricorsi ai pronto soccorso di Ascoli e (soprattutto) San Benedetto. Teoricamente dovrebbero rivolgersi all’ospedale Mazzini di Teramo, di Sant’Omero o Giulianova ma data la vicinanza di pochi chilometri preferiscono San Benedetto. E i medici non possono rifiutare di curarli ma c’è il rischio che vadano a occupare posti letto, divenuti preziosi come l’oro. 


I trasferimenti
Nel frattempo la direzione di Area Vasta, nell’ambito delle azioni da porre in essere al fine di incrementare i posti letto Covid ed i percorsi assistenziali dedicati ai pazienti positivi, dovendo assicurare nel contempo la gestione in sicurezza tra le due diverse tipologie di coloro che accedono alle cure del nosocomio, ha disposto il trasferimento temporaneo di alcuni reparti con decorrenza da oggi all’ospedale di San Benedetto. Il reparto di Oncologia va al secondo piano presso l’Ortopedia; la sala gessi va vicino alle due stanze di chirurgia; l’ambulatorio di allergologia va presso l’ingresso di Ortopedia. Il reparto di medicina trasfusionale va al laboratorio di analisi al piano 0; la sala donatori e gli ambulatori trasfusionali vanno al corpo E-F al piano 0. Pertanto, a decorrere da oggi sarà riavviata, nella sede di temporanea dislocazione, l’attività trasfusionale e quella relativa alla donazione Avis. La direzione comunica, altresì, la temporanea chiusura degli attuali uffici Cup, posti al piano 0 dell’ospedale, motivata dalla necessità di effettuare urgenti interventi di adeguamento degli impianti di areazione, che non consentono la presenza del personale nelle aree coinvolte. Conseguentemente, al fine di ridurre i possibili disagi all’utenza, l’attività di riscossione verrà assicurata dal front-office allestito, in via temporanea, nell’atrio dell’ospedale mentre verrà potenziata l’attività di prenotazione e cassa presso gli sportelli del poliambulatorio di Via Romagna. 


Gli acquisti
Ieri è stata la prima giornata con l’introduzione di misure restrittive a cominciare dalla chiusura al pubblico di bar, ristoranti e attività di non prima necessità. Ma soprattutto con l’autocertificazione per gli spostamenti fra un comune all’altro e con comprovate esigenze. Un provvedimento che mette in difficoltà soprattutto chi risiede nei piccoli comuni e fa acquisti nel capoluogo. E in tal senso arriva la precisazione dei sindaci a cominciare da Marco Fioravanti che fa tirare un sospiro di sollievo a molti consumatori. «Gli spostamenti verso Comuni diversi da quello in cui si abita sono vietati, salvo che per specifiche esigenze o necessità - ricorda Fioravanti - .Fare la spesa rientra sempre fra le cause giustificative degli spostamenti. Laddove quindi il proprio Comune non disponga di punti vendita o nel caso in cui un Comune contiguo al proprio presenti una disponibilità, anche in termini di maggiore convenienza economica, di punti vendita necessari alle proprie esigenze, lo spostamento è consentito, entro tali limiti, che dovranno essere autocertificati».

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