Giallo sull'arrivo dei flaconi con i vaccini, blitz dei carabinieri del Nas all'ospedale per un controllo sulla conservazione

Giovedì 14 Gennaio 2021

ASCOLI - Giunti quasi al limite di saturazione i posti letto Covid in Area Vasta 5. Nel tardo pomeriggio di ieri, su 76 posti letto complessivi tra gli ospedali Mazzoni di Ascoli e il Madonna del Soccorso di S. Benedetto, i pazienti Covid erano in totale 71, vale a dire, quasi al limite della soglia di saturazione. Di questi, 14 posti letto sui 18 disponibili risultano occupati presso il reparto Covid del nosocomio del capoluogo, mentre tra i reparti Covid del Madonna del Soccorso, i posti occupati tra ricoveri ordinari, terapia semintensiva e quella intensiva, sono in totale 56 sui 58 disponibili. 

 

 
Rispetto a 48 ore fa il numero dei pazienti Covid nella nostra Area Vasta è aumentato di 15 unità. Una situazione abbastanza preoccupante anche se presso il reparto di Pneumologia Covid del Mazzoni di Ascoli sono previste alcune dimissioni nei prossimi giorni. Una circostanza che potrebbe far tirare un sospiro di sollievo al personale sanitario dell’Area Vasta 5. Ma anche se c’è ancora un piccolo margine di manovra è evidente che le preoccupazioni tra i dirigenti della nostra Area Vasta esistono e sono anche parecchie. Questo perchè non è escluso, visto come stanno andando le cose e la velocità con cui si muove la pandemia, che il livello di saturazione possa essere raggiunto. Questo è un aspetto, perchè un altro tema su cui stanno ragionando in queste ore medici e dirigenti dell’Area Vasta 5 è quello relativo ai vaccini. 
Notizia di ieri è la visita dei Nas presso la farmacia dell’ospedale Madonna del Soccorso di S. Benedetto. Un sopralluogo, pare, determinato dalle voci che si erano sparse nella giornata di martedì e che indicavano uno momentaneo stop alla somministrazione del vaccino Pfizer arrivato proprio nella mattinata di martedì, perchè c’erano dei dubbi sul suo possibile utilizzo. Questo, perché a quanto sembra, per un guasto temporaneo al Gps, non era stato possibile eseguire la tracciatura completa dei vaccini durante il loro viaggio verso le strutture di destinazione. E’ vero che la stessa Pfizer nella mattinata di ieri ha inviato un comunicato nel quale si dichiarava che i flaconi arrivati martedì potevano essere utilizzati in tutta sicurezza, ma i Nas hanno, comunque, voluto vederci chiaro. Sembra anche che gli stessi Nas abbiano controllato i frigoriferi dove si trovano i flaconi che come tutti sanno devono essere conservati a una temperatura tra i meno 70 gradi e i meno 80 gradi.
Una verifica che secondo i presenti si sarebbe conclusa in maniera positiva e così, sempre nella giornata di ieri sono riprese le vaccinazioni al personale sanitario, che dovrebbero concludersi entro le prossime 48 ore. Ma la domanda che tutti si pongono è: e poi? A chi toccherà dopo il personale sanitario e gli ospiti delle Rsa? Domande alle quali si attende ancora una risposta. Anche perchè, se l’Asur dovesse percorrere la strada tracciata dal governo, cioè, quella di iniziare la vaccinazione tra la popolazione iniziando dagli ultra ottantenni, molti si chiedono quali sono le modalità di convocazione delle persone. Non solo, perchè c’è da chiedersi se in questa seconda fase verranno coinvolti anche i medici di Medicina generale e i tempi entro i quali saranno completate le operazioni di vaccinazione e il ruolo dei Dipartimenti di Prevenzione. Insomma, la domanda che corre sulla bocca di tutti è sapere cosa prevede il piano vaccinale dell’azienda sanitaria unica regionale se esiste, nel dettaglio. Una domanda certamente non secondaria e sulla quale i cittadini attendono una risposta in tempi stretti da parte dei dirigenti dell’Asur.
Intanto si registra un altro decesso a causa del Coronavirus. Si tratta di un anziano offidano di 86 anni morto all’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto dove era stato ricoverato nei giorni scorsi. Nella giornata di ieri invece sono stati 17 i tamponi processati risultati positivi mentre prosegue la massiccia campagna di screening con i test rapidi in diversi comuni della provincia e in particolare modo della vallata del Tronto. Molto bassa, per fortuna, la percentuale fra test rapidi positivi e quelli totali processati.

 

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