Covid, la protesta dell'Ordine: «Vaccino a chi non ne ha diritto e medici ancora in attesa»

Sabato 30 Gennaio 2021 di Alessandra Clementi
San Benedetto, Covid, la protesta dell'Ordine: «Vaccino a chi non ne ha diritto e medici ancora in attesa»

SAN BENEDETTO - Caos vaccini. Ritardi, medici ancora in attesa mentre diversi soggetti sarebbero stati vaccinati nonostante non rientrassero nelle categorie con priorità.

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A questo punto a sollevare la voce è stato l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Ascoli rappresentato dalla presidente Fiorella De Angelis che impugnata carta e penna, ha scritto al direttore dell’Area vasta cinque Cesare Milani e per conoscenza all’assessore alla sanità della Regione Marche Filippo Saltamartini. Della tabella di marcia dei vaccini si discuterà anche venerdì nel corso della commissione consiliare sanità convocata per le 12 a cui sarà presente anche il direttore Milani. 

 

Il giallo dei non aventi diritto

«L’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Ascoli – spiega la dottoressa e presidente Fiorella De Angelis - ha ricevuto numerose segnalazioni di inappropriata somministrazione dei vaccini anti Coronavirus a soggetti che non rientrano tra le categorie a cui detto vaccino era prioritariamente destinato in base alle linee guida governative allo stesso tempo è in notevole ritardo la vaccinazione per tutti i medici e gli odontoiatri iscritti all’albo. Si richiede pertanto di conoscere quanti vaccini sul totale disponibili sono stati finora somministrati nella provincia di Ascoli in base ai criteri fissati dalle linee guida anche per l’individuazione di eventuali profili di responsabilità». Una denuncia importante che ovviamente tiene conto dei ritardi a livello nazionale e regionale che stanno avendo i vaccini, ma a questo punto a rimanerne scoperti sarebbero i medici professionisti che hanno studi esterni al presidio ospedaliero e dentisti quindi categorie a cui era riservata una priorità. Tra l’altro questi ritardi vanno a incidere, a cascata, anche sulla categoria degli anziani e quindi degli ultraottantenni che già avrebbero dovuto essere sottoposti alla somministrazione del vaccino. Si parla anche di soggetti a cui sarebbe stato iniettato il vaccino pur non rientrando nelle categorie con priorità. I furbetti? Non sembra questo il caso, bensì al momento della somministrazione sarebbe capitato che avanzassero delle dosi destinate a essere cestinate se non subito inoculate, da qui la chiamata di esterni. 

Il centro Primavera 

Intanto nei giorni scorsi il personale Asur preposto ha proceduto alla vaccinazione di tutti i 54 ospiti del Centro sociale “Primavera” di via Piemonte e dei 38 addetti alla struttura. Una volta trascorsi i 28 giorni, come prevede il protocollo del vaccino Moderna, è prevista la seconda somministrazione. «Siamo molto felici che tutti coloro che vivono e lavorano al Primavera abbiano iniziato questo percorso – ha affermato l’assessore alle politiche sociali Emanuela Carboni - d’altronde il Centro è sempre stato particolarmente curato con misure di sicurezza e di prevenzione del contagio».

 

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