La fase 2 rimette in moto anche il trekking in montagna, ma a passo lento

Giovedì 14 Maggio 2020
La fase 2 rimette in moto anche il trekking in montagna, ma a passo lento

SAN BENEDETTO - Per tutti gli appassionati della montagna la Fase 2 ha inaugurato un nuovo inizio delle attività outdoor dopo circa due mesi di rigore e sacrifici e anche la sezione di San Benedetto del Club alpino italiano scalda i motori per la ripartenza che però «per ora riguarda esclusivamente l’attività individuale - come ricorda il segretario Giovanni Procacci - con deroga solo per le famiglie». 

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Anche nella Riviera delle Palme ci sono tanti appassionati delle escursioni in montagna se si pensa che nel 2019 i soci erano ben 229, dei quali 160 uomini e 69 donne, con il più giovane che è nato a fine agosto 2012 e con il “meno giovane” (un religioso) che ha visto la luce a fine marzo 1929, quindi ultranovantenne. L’età media degli associati rivieraschi è di 54 anni, mentre l’attività dello scorso anno (quella del 2020 si è bruscamente interrotta a causa del virus) è stata composta da tre ciaspolate, diciannove escursioni domenicali (più quattro annullate per il maltempo), tre uscite di trekking (di più giorni), cinque ciclo-escursioni e un corso base di Escursionismo per un totale di 583 persone coinvolte, delle quali 66 non soci. 
 
Ma la montagna va rispettata e quindi il Cai ha emanato una serie di regole per ripartire in totale sicurezza. Maggiore gradualità, attenta valutazione degli itinerari, evitare situazioni di affollamento, portare con sé la mascherina, gel igienizzante, guanti e sacchetto per i rifiuti, evitare attività a rischio, ridurre il grado di difficoltà dell’escursione e non utilizzare i bivacchi, ricordando che i rifugi sono attualmente chiusi. Chi frequenta la montagna sa bene che è proprio in discesa che bisogna fare maggiore attenzione, quindi è in questo momento di ripresa delle attività che va prestato il massimo rispetto delle regole.
Il Banditello nel cuore di tutti 
I luoghi che hanno ricevuto il massimo gradimento da parte degli escursionisti rivieraschi e piceni sono diversi, ma su tutti c’è la cresta che da Altino di Montemonaco permette di salire sul Monte Banditello. «Quella è stata - conferma Procacci - l’escursione più partecipata con ben sessanta persone, organizzata insieme alla sezione di Fermo. Peccato che adesso le norme che vietano di uscire dalla regione ci impediscano di andare verso i Monti della Laga, il Gran Sasso, la Maiella e verso il lato umbro del Vettore, ma comunque i luoghi molto belli non mancano nemmeno nelle nostre bellissime Marche». Madonna dei Santi (Spelonga), Cascate della Volpara e della Prata (Umito), il Monastero di Valledacqua (Acquasanta Terme), alcune falesie sopra Ascoli Piceno, Monte Catria (provincia di Pesaro-Urbino) sono solo alcuni dei luoghi visitati dagli escursionisti del Cai nel corso degli ultimi tempi. 
Fase 2 “crudele” 
Le limitazioni dovute al virus porteranno però a una rivisitazione delle motivazioni delle uscite montane. «Lo spirito di gruppo che contraddistingue da sempre la nostra attività (la sezione sambenedettese si è costituita nel 1985 come sottosezione di Ascoli Piceno e solo dopo dieci anni è diventata sezione autonoma, quindi operativa completamente dal 1996) - dice ancora il segretario - è stato messo in seria difficoltà, visto che adesso si rischierà di perdere la forte connotazione aggregativa. Tra di noi ci sono persone di ogni ceto sociale e di età molto differenti, che però nel corso delle uscite non tengono conto di chi hanno di fronte, aiutandosi l’uno con l’altro e tenendosi compagnia nel nome della condivisione della comune passione per la montagna. Una passione che molto spesso nasce in casa, ma che poi si evolve proprio con il susseguirsi delle escursioni vissute insieme ad altra gente».

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