I Sibillini aprono ai turisti lombardi: «Ma se fanno gli esami siamo più tranquilli»

Venerdì 5 Giugno 2020 di Francesco Massi
I Sibillini aprono ai turisti lombardi: «Ma se fanno gli esami siamo più tranquilli»

MONTEDINOVE - Riaperta la circolazione fra le regioni dopo la chiusura causa Covid e quindi si dà la stura anche al turismo in ambito nazionale. Il territorio dei Sibillini e dell’entroterra delle province di Ascoli e Fermo rappresenta un’area molto preferita da chi arriva dal nord Italia, specialmente da Milano e Lombardia. Si tratta di una tipologia di turisti che hanno origini familiari in questi luoghi, che, tra gli anni ’50 e ’70 si sono trasferiti in terra lombarda per lavoro. Poi nel tempo hanno sistemato le case di origine dove vengono per le vacanze. 

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Ora il sindaco e vice presidente dell’Unione Montana dei Sibillini Antonio Del Duca lancia la questione di alzare il livello di attenzione su questi turisti, con i quali ormai c’è un rapporto di amicizia e cordialità. «Possono liberamente muoversi secondo le disposizioni governative – dice il sindaco Del Duca – ma certo noi saremmo più tranquilli se prima di arrivare lo annunciassero in comune e magari se prima di partire facessero un tampone e/o un test sierologico con risultati negativi al virus. Chiaramente non sono obbligati e saranno accolti comunque con la massima cordialità, calore e amicizia. Però noi saremmo molto più tranquilli».
 
Gli emigrati
Arrivi sempre molto graditi poiché il turismo rappresenta un settore economico rilevante per queste zone. Presenze che i sindaci dei vari comuni auspicano anche in questo periodo ma non senza un po’ di preoccupazione e cercando di studiare le dovute misure di controllo affinché non accada che assieme ai turisti arrivi anche il coronavirus. Preoccupazione legittima visto che la Lombardia rappresenta ancora, nonostante il notevole calo di contagiati, la regione dove il virus è ancora abbastanza diffuso. Montedinove costituisce l’esempio massimo di questo turismo di ritorno, in quanto moltissime abitazioni sono seconde case di persone, originarie del luogo, che vivono nella zona di Bresso, hinterland milanese. 
Bresso
Qui sono approdati circa in 600 da Montedinove negli anni ’70, grazie all’editore montedinovese Cino Del Duca, che assunse, nella sua casa editrice molti suoi concittadini. Da anni poi, specialmente d’estate, la popolazione del piccolo comune ascolano raddoppia per il ritorno in vacanza di questi emigrati e di figli, nipoti e relative famiglie nelle loro case di origine ristrutturate. Ora il sindaco e vice presidente dell’Unione Montana dei Sibillini Antonio Del Duca lancia la questione di alzare il livello di attenzione su questi turisti, con i quali ormai c’è un rapporto di amicizia e cordialità. «Possono liberamente muoversi secondo le disposizioni governative – dice il sindaco Del Duca – ma certo noi saremmo più tranquilli se prima di arrivare lo annunciassero in comune e magari se prima di partire facessero un tampone e/o un test sierologico con risultati negativi al virus. Chiaramente non sono obbligati e saranno accolti comunque con la massima cordialità, calore e amicizia. Però noi saremmo molto più tranquilli». 
La sicurezza
«La mia amministrazione comunale, - prosegue il sindaco - come so quella di altri comuni, sarà vigile affinché vengano rispettate tutte le disposizioni di sicurezza anti contagio da parte di chi arriva. Ma questo è un argomento – continua Del Duca – che propongo di trattare con gli altri colleghi degli undici comuni dell’Unione Montana dei Sibillini e anche circostanti, in quanto riguarda tutto il territorio e non solo Montedinove». 
La proposta
Raccoglie la proposta il presidente dell’Unione e sindaco di Santa Vittoria in Matenano Fabrizio Vergari. «Non dobbiamo andare contro le disposizione del governo con le quali dobbiamo essere allineati – dice – ma le amministrazioni comunali possono vigilare e comunque ricordare, quando arrivano questi turisti, di adottare tutte le precauzioni previste. E’ una questione che deve interessare tutto il territorio, in quanto chi arriva da queste parti poi si sposta spesso anche in altri comuni. Potremmo anche pensare di far fare noi un tampone dopo l’arrivo, sempre con il consenso del turista. Apriremo un confronto con i sindaci». Finora molti comuni dell’entroterra piceno sono Covid free senza alcun contagiato.

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