Azienda e sindacati tornano a parlarsi, ma Whirlpool ancora non riparte

Giovedì 16 Aprile 2020 di Steafno Massi
Comunanza, azienda e sindacati tornano a parlarsi, ma Whirlpool ancora non riparte

COMUNANZA - Slitta ancora la riapertura dello stabilimento Whirlpool di Comunanza e non è stata stabilita ancora una data precisa. È quanto emerso dall’incontro di ieri pomeriggio, durato quasi quattro ore, tra la direzione aziendale della fabbrica di Villa Pera e i rappresentanti della rsu sindacale. Sul tavolo la necessità di trovare una mediazione tra l’opposizione da parte dei sindacati a tornare al lavoro come avrebbe voluto la multinazionale statunitense, e quest’ultima intenzionata a riprendere la produzione subito. 

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Nel confronto è stato analizzato il distanziamento e ogni zona frequentata dai lavoratori, nonché tutte le mansioni necessarie di difesa dal contagio da coronavirus che devono essere prese nei vari ambienti. «Ci sono aspetti che possono andar bene – dice Paolo Marini della rsu Fiom – e altri punti critici dove la sicurezza va migliorata adottando misure idonee».
 
«L’azienda si è impegnata a trovare soluzioni adeguate. Oggi pomeriggio nuovo confronto per valutare le proposte aziendali al fine di mettere ulteriormente in sicurezza questi punti. E’ comunque da considerare molto positivo il fatto che sia ripreso il dialogo tra azienda e rappresentanze sindacali. Quindi ora spetta alla Whirlpool sanare questi aspetti che non garantiscono la massima sicurezza e con la definizione dello svolgimento di altre mansioni preventive. Dopo di che, una volta trovato l’accordo su tutti i punti, il piano di sicurezza dello stabilimento di Comunanza e quelli degli altri siti italiani della Whirlpool confluiranno a livello centrale per definire un piano omogeneo. Quindi un percorso preciso alla fine del quale poi si potrà dire che la sicurezza in tutti i siti produttivi è accettata e condivisa sia dall’azienda che dai lavoratori. Poi si vedrà quando si potrà riaprire. Certo è che al momento non c’è una data per la ripartenza. I sindacati, o almeno qualcuno di essi, vorrebbero ripartire non solo quando c’è un accordo quadro sulla sicurezza sanitaria ma anche dopo un ok governativo, con un nuovo decreto dove si stabilisca con chiarezza, attraverso lo specifico codice Ateco, che l’attività produttiva di elettrodomestici può tornare in funzione. 
Le garanzie
Questa decisione di trovare modalità di messa in maggiore sicurezza dello stabilimento per la salvaguardia della salute dei lavoratori, nonché il ritorno del dialogo tra azienda e sindacati trova la piena condivisione del sindaco di Comunanza Alvaro Cesaroni. Quest’ultimo ha ultimamente ribadito con forza la necessità primaria e assoluta di garantire la salute dei lavoratori e dei cittadini. «C’è l’esigenza di ricominciare le produzioni ma secondo quanto stabilito in modo chiaro nei decreti governativi, facendolo con gradualità e massima sicurezza» ribadisce il sindaco. 

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