Lunghe file e anche un principio di rissa, il sindaco sbotta: «Le poste potenzino il servizio»

Martedì 23 Giugno 2020 di Eduardo Parente
Colli del Tronto, lunghe file e anche un principio di rissa, il sindaco sbotta: «Le poste potenzino il servizio»

COLLI DEL TRONTO - «Basta disagi e file interminabili sotto il sole. Invio un esposto alla Procura della repubblica». Sono le parole di Andrea Cardilli, sindaco di Colli del Tronto, che si scaglia contro Poste Italiane che a suo avviso continua ad operare sul territorio riducendo all’osso personale e giorni di apertura delle filiali. Sono gli irriducibili della fase uno del Covid-19 che, inspiegabilmente, costringono gli utenti a ore ed ore di fila all’esterno, sotto il sole e con il rischio che questo disagio provochi anche problemi di ordine pubblico, come ad esempio un principio di rissa. Ma il sindaco del piccolo paese truentino batte i pugni sul tavolo e passa al contrattacco. 

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«In paese - spiega Andrea Cardilli - abbiamo due uffici postali, di cui uno è aperto il lunedì, il mercoledì è il venerdì. Al paese basso, invece, apre tutti i giorni con i soliti orari pubblicati. Ma con un solo operatore di sportello. In queste condizioni è facile immaginare il grande disagio sopportato dai cittadini che, a causa della chiusura della filiale che si trova al paese alto, confluiscono tutti in un solo ufficio postale».
 
La gente, quindi, comincia giustamente a scalpitare, soprattutto quando negli orari di punta la fila diventa davvero insopportabile. 
Le code
«Il problema - aggiunge inviperito il sindaco di Colli del Tronto - è che si crea una fila enorme sotto il sole che può degenerare, per un non nulla, anche in una lite o in una rissa. E così è successo. Nei giorni scorsi si è verificata un inizio di rissa che poi, fortunatamente, è rientrata». Non solo. Le ultime notizie che arrivano da Colli, infatti, parlano di un caso in cui in fila c’erano almeno un paio di persone affette da disabilità. 
I disabili
«Due persone disabili - spiega ancora Andrea Cardilli - erano in fila e stavano aspettando il loro turno. Dinnanzi a loro, una marea di persone che erano visibilmente infastidite e stanche di questo disservizio. Si può generare, quindi, un problema di ordine pubblico molto grave ed è per questo che è arrivato il momento di dire basta. Come associazione dei comuni abbiamo già scritto a Poste Italiane. Ma se ne stanno letteralmente fregando, perché nessuno ci risponde. Ieri ho informato anche la direzione di Ascoli Piceno che, di rimando, mi ha scaricato a quella nazionale di Bologna. E ancora una volta, nessuno ha risposto».
L’esposto
Il primo cittadino, quindi, fa sul serio. E avverte: «È già pronto un esposto da inviare alla Procura della Repubblica contro Poste Italiane per il disservizio che sta creando. Scriverò anche alla Prefettura e alla Questura di Ascoli. Io sono responsabile anche della sicurezza del mio territorio. E non posso più sopportare che i cittadini siano costretti a fare ore di fila sotto il sole. Basta!». Una vicenda analoga è stata segnalata anche dal sindaco di Castorano, Graziano Fanesi mentre il Pd ha presentato una mozione in consiglio comunale sull’ufficio postale di via Angelini a Porta Romana.

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