Coronavirus, terza vittima ad Ascoli. Si aggrava l'infermiera contagiata: è in terapia intensiva

Sabato 4 Aprile 2020 di Nino Orrea
Coronavirus, terza vittima ad Ascoli. Si aggrava l'infermiera contagiata: è in terapia intensiva

ASCOLI - Settima vittima del Coronavirus, la terza ascolana. È Silvana Marcone di 84 anni con gravi patologie pregresse. Si sono improvvisamente aggravate le condizioni dell’infermiera del 118, dell’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto, risultata positiva al Covid-19 e ricoverata in terapia intensiva.

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La donna, di 61 anni, che lavora a Medicina d’Urgenza era risultata negativa all’esame del tampone effettuato per ben tre volte. A questo punto, i primari di Pneumologia, Vittorio D’Emilio e del Pronto soccorso, Giuseppina Petrelli, non convinti del responso dei tamponi, hanno sottoposto la paziente a una Tac, che è risultata fortemente sospetta e i due primari hanno, così, deciso di sottoporre la donna al lavaggio bronchiale che, purtroppo, ha confermato la positività al Coronavirus. È in gravi condizioni,
 
Una procedura che, del resto, è prevista dal protocollo. Secondo il bollettino giornaliero diffuso dal Dipartimento di Prevenzione, sono cinque i nuovi casi positivi al Covid-19, con un totale di 178 persone (una sessantina ad Ascoli e 44 a San Benedetto).Intanto, sono scattate le procedure a cui saranno sottoposti le persone che entrano all’ospedale Mazzoni. In base alle disposizioni, chi entra nel nosocomio del capoluogo per recarsi alla piastra ambulatoriale o in altro luogo, dovrà sottoporsi a un pre-triage, con misurazione della temperatura, che verrà effettuato dal personale sanitario all’ingresso principale dell’ospedale. Nonostante gli inviti a non recarsi presso la struttura di Ascoli, sono diversi i pazienti che si recano alla piastra ambulatoriale con l’impegnativa del medico di Medicina generale, per visite urgenti e non differibili. 
Gli scanner
Proprio per evitare l’ingresso di persone al Mazzoni, sono stati chiusi, su disposizione della direzione dell’Area Vasta 5, tutti gli accessi, sorvegliati dal personale della vigilanza privata, tranne quello principale. Per quanto riguarda, invece, l’ospedale da campo per 80 posti di terapia intensiva che si sarebbe dovuto installare nell’area ex Anima a a Grottammare, non si farà. Due i motivi che hanno spinto la Regione a fare marcia indietro. Il primo, è che il terreno dove sarebbe dovuto sorgere l’ospedale da campo per la terapia intensiva non è idoneo ad ospitare strutture di questo tipo Il secondo, è che la Protezione civile che in un primo momento si era detta d’accordo nel finanziare l’opera, ci sta riflettendo. Rimarrebbe l’area Luna Park vicino allo stadio Riviera e proprio per questo di difficile applicazione. 
I tamponi
Nel frattempo procede a rilento l’esame dei tamponi per la mancanza dei reagenti tanto è vero che molti medici di base che hanno eseguito il test sabato sono in attesa del risultato. Per fortuna, invece, dopo le polemiche, ieri mattina, sono stati forniti ulteriori reagenti per circa 600 esami. Queste forniture hanno già consentito di eseguire la maggior parte degli esami da processare e danno la possibilità di garantire l’esecuzione continua degli esami anche nei prossimi giorni. La ditta Roche Diagnostics ha confermato che manterrà una fornitura di reagenti e materiali adeguati alle necessità dell’Area Vasta 5 per le prossime settimane.

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