Ubriachi, danni e sballo notturno: il centro della città è già da zona rossa

Lunedì 15 Febbraio 2021 di Filippo Ferretti
Ascoli, ubriachi, danni e sballo notturno: il centro della città è già da zona rossa

ASCOLI - L’allentamento delle restrizioni con l’introduzione della zona gialla e il contestuale periodo di Carnevale stanno accentuando il problema dello sballo consumato nelle rue cittadine. L’abbandono di bottiglie di alcolici già tristemente noto anche prima dell’emergenza sanitaria intorno a piazza del Popolo non si è purtroppo ridimensionato, anzi. Decine di residenti del centro storico, specie da quando è tornata in vigore la zona gialla, si sono ritrovati a subire un problema che appare più preoccupante del passato. 

 

Le restrizioni

Il distanziamento sociale, la mancanza di sport, la didattica a distanza, il consiglio pressante di rimanere a casa e la dipendenza dal web e dalla televisione: tutto questo, ora che si è allentata la morsa delle norme governative, sta generando una difficoltà collettiva comportamentale giovanile difficile da gestire. Di fatto c’è il degrado rappresentato dal ritrovamento di lattine e bottiglie infrante in numerosi angoli del cuore della città, come confermano tanti passanti e cittadini: dalla chiesa dei santi Vincenzo e Anastasio all’ex chiesa di San Francesco di Paola sino al Lungo Tronto. Dall’altro c’è l’emergenza sociale: lo sballo, il chiasso, l’assembramento. 

Le reazioni

Secondo gli esperti si tratta di forme reattive causate dalla rabbia, dall’ansia, dall’isolamento, dal disagio. Il risultato vede un aumento vertiginoso di acquisti di alcolici sul web - sino al 200 percento - ma anche un inquietante incremento dell’uso della rete attraverso i social, il gioco d’azzardo, i canali porno. Così come sono lievitati i consumi di energy drink, di tabacco, di cannabis. «Questo periodo ha aumentato a dismisura la solitudine, specie nei giovani » esordisce il sociologo dell’Arengo Nello Giordani spiegando che sia proprio questo stato d’animo ad alimentare il vizio. 

Le dipendenze

«La pandemia ha evidenziato l’allontanamento dagli altri e il vuoto esistente nelle famiglie » prosegue il professionista ascolano, puntando l’attenzione sulla gravità attuale della dipendenza dai mezzi di comunicazione. «I ragazzi hanno meno coscienza dell’importanza del distanziamento e anzi, queste privazioni li hanno indotti a cercare occasioni per fare baldoria più di prima» afferma Marco Quercia del Sert, ricordando come i divieti abbiano anche in passato alimentato certe forme di esagerazioni, a cominciare dal periodo del proibizionismo. «Certamente lo stress tra i giovani non fa che aumentare il desiderio di stordirsi »aggiunge Quercia, ricordando come le alterazioni fisiologiche dell’umore legate all’adolescenza oggi emergono di più. Rimane solo da capire se le alterazioni nei comportamenti osservati abbiano solo sconvolto la routine per un breve periodo o possano finire col perdurare pericolosamente nel tempo degli adolescenti. Gli adolescenti di oggi sono circondati da adulti che evitano ogni conflitto e, se manca con i genitori, il conflitto si rivolge verso loro stessi. Si assiste anche a fenomeni di aggressività verso padri e madri, spesso ritenuti responsabili nel non riuscire a tenere in vita l’illusione dell’onnipotenza, del benessere, della fantasia dell’infallibilità e di una felicità ad ogni costo. Il risultato è una rabbia fortissima verso la coppia genitoriale che non ha mai messo l’adolescente al cospetto delle piccole frustrazioni.

 

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