Covid e lavoro, le donne le più penalizzate: in un anno persi mille posti

Lunedì 22 Febbraio 2021 di Luigina Pezzoli
Ascoli, Covid e lavoro, le donne le più penalizzate: in un anno persi mille posti

ASCOLI - Disoccupazione in tempo di pandemia: anche nel Piceno a farne le spese sono soprattutto le donne. Sono infatti più di undicimila le persone senza lavoro iscritte al Centro per l’impiego di Ascoli, e di queste oltre seimila sono donne, circa mille disoccupate in più rispetto all’anno precedente.

Si tratta soprattutto di disoccupate da più di 24 mesi, e non perché non hanno lavorato ma sono state impiegate in lavori flessibili o anche grigi, ad esempio addette alle pulizie, dunque sulla base delle normative vigenti hanno mantenuto lo status di disoccupazione. 

 

Lo smart working 

«È urgente una regolamentazione dello smart working e una effettiva politica di conciliazione vita privata e lavoro che incida sul rafforzamento dei servizi all’infanzia, agli anziani e ai disabili» è il monito lanciato da Maria Teresa Ferretti responsabile della Cisl di Ascoli. In particolare, secondo i dati diffusi dal Centro per l’impiego di Ascoli (che copre i Comuni di Acquasanta Terme, Appignano del Tronto, Arquata del Tronto, Ascoli Piceno, Castel di Lama, Castorano, Colli del Tronto, Comunanza, Folignano, Force, Maltignano, Montegallo, Montemonaco, Palmiano, Roccafluvione, Spinetoli, Venarotta) e aggiornati ai primi di febbraio, le persone disoccupate sono 11.005 di cui 4.906 uomini e 6.099 donne. Sono 5.662 quelle che hanno una disoccupazione superiore ai 12 mesi e di queste ultime 4.897 hanno una disoccupazione superiore ai 24 mesi. Le donne che hanno una disoccupazione che va dai 6 ai 12 mesi sono solo 253, mentre è inferiore 6 mesi per 181 di loro. «Il Piceno – prosegue - ha una elevata percentuale del tessuto imprenditoriale impegnata nel settore dei servizi, che per sua natura occupa molte donne, pensiamo alla ristorazione o alle addette alle pulizie. 

I settori

Settore che in alcuni casi risente maggiormente del rispetto delle regole normative e contrattuali: capita molto spesso di incontrare donne che pur lavorando ricevono retribuzioni molto basse e sicuramente non vanno ad incidere sulla disoccupazione». Spesso si tratta di donne addette alle pulizie, impegnate in più appalti, che lavorano diverse ore al giorno e la loro paga non arriva alle 5 euro lorde. «Il mondo femminile è stato sempre quello più penalizzato nell’inserimento lavorativo – aggiunge Maria Teresa Ferretti - sia perché più impegnato nel sostegno familiare, sia perché la donna, soprattutto se giovane, non dà certezza di una continuità lavorativa. I dati ci danno una fotografia evidente di una disoccupazione spostata verso le donne. Se guardiamo a quelli diffusi dall’Istat nel 2019, che riguardano tutto territorio Piceno, e non solo i Comuni ricadenti nel Centro per l’impiego di Ascoli, si contano 9.573 disoccupati di cui 5.862 donne. Questo significa che la disoccupazione ha colpito oltre mille donne in più nel giro di un anno». Da parte della Cisl, dunque, c’è una forte attenzione per una effettiva politica di conciliazione vita privata e lavoro «fondamentale e urgente diviene, in questo periodo di pandemia, anche la regolamentazione dello smart working» conclude la responsabile Cisl di Ascoli.

 

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