Corteo non autorizzato contro il Dpcm Covid: prime due denunce. E non se ne escludono altre

Sabato 14 Novembre 2020 di Luigi Miozzi
Ascoli, corteo non autorizzato contro il Dpcm Covid: prime due denunce. E non se ne escludono altre

ASCOLI - Due persone sono state segnalate alla Procura della Repubblica e altre potrebbero esserlo nei prossimi giorni per i fatti avvenuti lo scorso 1 novembre durante la manifestazione di protesta nei confronti delle disposizioni emanate dal governo per il contenimento dei contagi da Coronavirus.

Dopo avere passato sotto la lente i filmati registrati dagli agenti della polizia scientifica, la questura di Ascoli ha individuato due persone ritenendoli gli organizzatori dell’iniziativa e per questo hanno provveduto a denunciarli in quanto la manifestazione non era stata autorizzata. 

 

Le responsabilità

Ma non sarebbero i soli e il lavoro degli investigatori prosegue per accertare le eventuali responsabilità di altri che erano presenti quella domenica sera quando per fermare il corteo gli agenti di polizia lanciarono due lacrimogeni. Provvedimenti che da fonti interne alla questura erano state annunciate già da subito. Tra i manifestanti, quella domenica, oltre ad alcuni commercianti, c’erano anche qualche esponente di CasaPound e militanti di destra decisi a protestare contro i decreti del presidente del consiglio. Ma la manifestazione non era stata autorizzata dal momento che non era state fatte le necessarie comunicazioni alle autorità competenti tanto più che nei giorni precedenti era stata diffusa la notizia che la manifestazione non era stata autorizzata. Inoltre, quando i manifestanti si sono ritrovati in piazza Immacolata, gli stessi funzionari di polizia in servizio avevano avvertito gli organizzatori e avevano cercato di farli desistere dalla volontà di voler sfilare in corteo per poter raggiungere piazza del popolo. A nulla sarebbero poi valse le intimazioni delle forze dell’ordine di non dirigersi verso il centro cittadino. Quando il corteo arrivò in viale Indipendenza, furono utilizzati due lacrimogeni che, assicurano dalla questura furono stati lanciati in maniera corretta, per disperdere i manifestanti ed evitare qualsiasi forma di contatto con i reparti antisommossa che erano schierati all’inizio del ponte di Porta Maggiore. 

Le polemiche

A quel punto il corteo di sciolse ma iniziarono a divampare le polemiche che nei giorni successivi hanno coinvolto rappresentanti politici cittadini che si sono scontrati sul piano dialettico sull’opportunità o meno di utilizzare i lacrimogeni per fermare una manifestazione pacifica. A distanza di quasi due settimane, sono arrivati i primi provvedimenti nei riguardi degli organizzatori e altri potrebbero arrivare nelle prossime ore. 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA
Potrebbe interessarti anche