Comunicazioni in ritardo e tracciamento Covid saltato: i presidi mandano a casa i ragazzi

Comunicazioni in ritardo e tracciamento Covid saltato: i presidi mandano a casa i ragazzi
Comunicazioni in ritardo e tracciamento Covid saltato: i presidi mandano a casa i ragazzi
di Luigina Pezzoli
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Martedì 3 Novembre 2020, 07:25

ASCOLI - La scuola diventa il collegamento tra le famiglie e l’Asur. In questi giorni in cui cresce la mole dei contagi Covid e i tempi di attesa per poter effettuare un tampone diventano sempre più dilatati sono direttamente i genitori ad informare i dirigenti scolastici quando il proprio figlio è entrato in contatto stretto con un positivo.

Dopodiché, in attesa della comunicazione da parte dell’Asur, l’alunno resta a casa in isolamento precauzionale seguendo le lezioni a distanza. Lo studente potrà tornare a scuola una volta che l’esito del tampone, a cui sarà sottoposto, risulterà negativo. 

Le comunicazioni

«All’inizio era l’Asur ad informarci dei casi di quarantena, adesso arriva prima la comunicazione da parte delle famiglie». E’ quanto afferma Valentina Bellini dirigente dell’Isc Ascoli Centro-D’Azeglio che precisa: «I genitori ci contattano nel caso in cui il proprio figlio sia stato a stretto contatto con un familiare o conoscente positivo al Covid-19. In questo caso l’alunno resterà a casa e noi attiviamo subito la didattica a distanza, all’interno di un orario definito. Ci tengo a sottolineare che questo tipo di didattica è integrata da strumenti di approfondimento e studio. Una volta terminato il periodo di isolamento l’alunno rientrerà munito di certificato e, solitamente in contemporanea, riceviamo anche la comunicazione da parte dell’Asur». Famiglie molto responsabili e collaborative è quanto sottolinea Giuseppina Carosi dirigente dell’Isc Nord a San Benedetto: «I genitori ci comunicano immediatamente quando l’alunno è entrato in stretto contatto con una persona positiva e questo è un bene per evitare il dilagare della pandemia. Siamo noi a questo punto ad allertare l’Asur.. Così il ragazzo resta a casa e si attiva subito la didattica a distanza. Ovvio che se poi si tratta di un caso positivo tutta la classe sarà messa in quarantena. L’informazione passa da noi grazie alle famiglie». 

Le difficoltà

In caso di classi o singoli alunni in quarantena la criticità è la rete internet nel supportare la didattica a distanza. «Al momento la grande difficoltà – dice Silvia Giorgi dirigente dell’Ic Borgo Solestà Cantalamessa ad Ascoli – è la connessione che non ha una tenuta sufficiente. Avremmo bisogno di un potenziamento della rete per garantire in modo ottimale la didattica a distanza per la quale siamo attrezzati e disponibili. Ogni volta che una famiglia ci contatta perché il proprio figlio è stato in contatto con casi accertati di positività attiviamo subito la didattica a distanza. Mentre quando è il ragazzo ad essere positivo, senza aspettare la comunicazione dell’Asur, attiviamo subito la quarantena per tutta la classe. Siamo dunque noi ad avvertire il dipartimento delle classi messe in quarantena con nome e riferimenti degli alunni e operatori. Non c’è più il tracciamento iniziale, sappiamo che la cosa si è smarrita per il sovraccarico. Ed ecco che prendiamo come fonte la comunicazione del genitore supportata dal certificato del medico curante. Nel mio istituto attualmente ci sono 3 classi in quarantena: 2 della scuola media e una della primaria».

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