Ascoli, cade il "muro" con l'Abruzzo, via libera da domani. Ma i sindaci non abbassano la guardia: «Serve prudenza»

Martedì 2 Giugno 2020 di Cristiano Pietropaolo
Ascoli, cade il

ASCOLI - Domani riapriranno i confini tra le regioni. Non ci saranno più limitazioni agli spostamenti e non servirà nemmeno l’autocertificazione, anche se in alcuni territori, soprattutto nel Nord Italia, dove il contagio è ancora molto attivo, bisognerà mantenere alta l’attenzione. Discorso differente nel territorio marchigiano, dove il calo evidente dei nuovi casi di coronavirus fa ben sperare.

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Per il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti « Le riaperture dei confini danno la possibilità, alla nostra città, di poter ospitare nuovamente i turisti ed essere subito nuovamente pronti ad offrire la nostra ospitalità. Il rischio è che, con una nuova e normale mobilità, i contagi possano tornare, ma non abbasseremo mai la guardia, perché il momento rimane delicato» dice Fioravanti
 
 Insieme alle forze dell’ordine predisporremo un dispositivo di sicurezza ma certamente non potremo avere ulteriori chiusure, perché c’è bisogno di un percorso che ci riporti gradualmente alla normalità» spiega il primo cittadino.

No al passaporto sanitario 
«Avevamo già caldeggiato da tempo la riapertura dei confini, interloquendo spesso con la Regione Abruzzo» aggiunge il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti, «Il passaporto sanitario è, però, un immagine non positiva: la vacanza si fa per avere la massima tranquillità possibile, ma credo che un qualche genere di controllo sanitario da parte delle autorità preposte, potrebbe anche essere fatto, sia per tutelare il turista che i nostri concittadini. Siamo una città che ha l’accoglienza come punto di forza e vogliamo migliorare ancora».

Ridare vita al territorio 
Anche il vicepresidente del consiglio regionale Piero Celani spiega che « I punti a favore della riapertura sino evidenti. Bisogna ridare vita e respiro sopratutto alle attività turistiche in vista della stagione turistica, tra i più colpiti dall’emergenza sanitaria» dice Celani, « E’ un provvedimento che andava fatto. Purtroppo non riesco a capire certe prese di posizione da parte di alcune Regioni che chiedono un passaporto sanitario per entrare nei loro confini: è un’idea inutile perché è impossibile garantire l’assoluta negatività al virus, visto che l’infezione si può anche presentare in un secondo momento» spiega Celani, « Tutti devono mantenere un grande senso di responsabilità, sopratutto i ragazzi, che devono vivere la vita sociale in maniera sana: ho visto delle situazioni poco simpatiche in giro, il virus non è morto, come sostiene qualcuno, ma si è affievolito. Bisognerà continuare a mantenere alta l’attenzione».

La griglia 
«Sulle riaperture dei confini io ci ho messo la faccia per primo, e a volte sono stato anche l’unico a farlo» dice il sindaco di Maltignano Armando Falcioni, «Come ha anche sostenuto il Sole 24 Ore, si deve procedere ad una riapertura basata sui sistemi locali del lavoro, ovvero una griglia territoriale i cui confini sono definiti utilizzando i flussi degli spostamenti giornalieri casa-lavoro» dice Falcioni, « In zone come la nostra è giusto riaprire: l’economia deve ripartire sopratutto tra regioni vicine che hanno pochi contagi: per noi è più ovvio andare a Teramo che a Pesaro, ma credo che non servano nemmeno dichiarazioni improvvide sulla morte del virus» aggiunge il sindaco di Maltignano, «La priorità va sempre agli spostamenti per ragioni di necessità, perché la prudenza non è mai troppa».

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