Ascoli, "Anna Virgili" paralizzata dal lockout: «L'Oriente vuole le nostre borse, ma non possiamo produrle»

Mercoledì 29 Aprile 2020 di Massimiliano Viti
Ascoli,

ASCOLI - «Due anni di salita pazzesca. Ma dobbiamo affrontarla. In Oriente vogliono le nostre borse ma non possiamo produrle». Ermanno Gaetani, insieme al figlio Alessandro e al resto della famiglia, gestisce sia il marchio di pelletteria Anna Virgili e sia una rete formata da 21 negozi in Italia, uno in Repubblica Ceca e diversi corner all’estero. Nei punti vendita ci sono anche prodotti di altri brand italiani.

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Dunque dovrete aspettare ancora per poter riaprire i negozi?
«Purtroppo sì. E questo non facilita la situazione. Aprendo il 18 maggio, probabilmente bisognerà ripartire con i saldi. Sempre peggio insomma. Poi bisognerà vedere quando riapriranno i centri commerciali».
Come si comporterà il consumatore alla riapertura dei negozi?
«Il consumatore si comporterà in base alla propria età e disponibilità finanziaria. Ci aspettiamo una ripresa molto lenta»
 
Perché?
«Per la mancanza di denaro nel portafoglio delle famiglie. Se prima della pandemia nei nostri negozi vendevamo prodotti di fascia media, quando riapriremo saranno diventati di fascia alta perché molte meno persone potranno permettersi quegli stessi prodotti».
È sempre una questione di liquidità, la stessa reclamata dalle imprese?
«Noi stiamo avendo riposte confortanti su questo aspetto. Credo che molti negozi, se non arriverà la liquidità necessaria, potrebbero non riaprire» 
Avete una previsione per il 2020?
«La domanda che si stanno ponendo tutti è: quanto perderemo nel 2020? Abbiamo affitti e costi fissi da sostenere e siamo senza vendite da due mesi. I negozi che abbiamo a Milano, Roma e in altre città turistiche non incasseranno senza gli stranieri. E contare solo sul mercato italiano non sarà possibile. Ci attendono due anni di salita pazzesca» 
E quali decisioni state prendendo per poter affrontare questa situazione?
«Stiamo investendo soprattutto in due direzioni. La prima è aprire negozi all’estero, in particolare in Francia. Il primo ad Annecy a luglio e poi ne abbiamo in programma altri due: Parigi e Montpellier. La seconda è potenziare il canale online nei prossimi due anni. In questo periodo di lockdown tutti hanno preso dimestichezza con gli acquisti sul web».
I prodotti Anna Virgili vengono realizzati nelle Marche e Nord Abruzzo: com’è la situazione?
«Anche qui, siamo fermi fino al 3 maggio. Abbiamo ordini annullati e ci aspettano due mesi di produzione per poter rispettare i tempi di consegna della stagione invernale. Dovremo accelerare tutto. Speriamo di riuscire a consegnare in tempo in Giappone e Corea, mercati che si stanno chiedendo quando spediremo». 
Teme ripercussioni sulla filiera locale?
«Il rischio che possa sgretolarsi c’è. Sosterremo finanziariamente, per quanto ci è possibile, quei laboratori che producono quasi esclusivamente per noi. Ma avendo minori ordini avremo bisogno di meno artigiani». 

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