Un altro morto Covid e tornano i lockdown nelle Marche: due frazioni del Piceno "Zona Rossa"

Mercoledì 21 Ottobre 2020 di Nino Orrea
Ascoli, un altro morto Covid e tornano i lockdown nelle Marche: due frazioni del Piceno

ASCOLI - Il bollettino sanitario di ieri registra una nuova vittima. Si tratta di una donna di 87 anni residente ad Ascoli e deceduta per il Covid-19 nel reparto di Terapia intensiva di Fermo dove era ricoverata per le gravi condizioni di salute.

La pandemia, dopo il caso di un vigile urbano di Ascoli positivo al Covid-19, si allarga anche negli uffici comunali con una decina di impiegati contagiati dal Coronavirus. 

 

La chiusura
È scattato il primo lockdown nel Piceno. Il sindaco di Acquasanta, Sante Stangoni, visto il propagarsi della pandemia, ha deciso di istituire, a partire da oggi e fino a una nuova ordinanza di revoca, due zone rosse nelle frazioni di Pozza ed Umito. Da oggi i sessanta residenti delle due frazioni rimarranno confinati nelle loro abitazioni e per loro è come rimettere indietro l’orologio a sei mesi fa. «Un intervento indispensabile – precisa il primo cittadino – per la salvaguardia delle persone residenti, nonché per evitare la diffusione del Covid-19 al restante territorio. Da domani (oggi,ndr) dalle 10.30 l’Asur effettuerà i tamponi a tutta la popolazione per definire il focolaio e tracciare i contatti. Considerato che la zona rossa non permetterà né l’entrata né l’uscita da e per le due frazioni, per i beni di prima necessità e medicinali si potrà far riferimento al numero della Croce verde: 0736 802459». Come è scritto nell’ordinanza del sindaco «è imposto il divieto di circolazione a piedi e/o con qualsiasi altro mezzo pubblico e privato all’interno delle frazioni di Pozza e Umito, fatta eccezione per indifferibili esigenze o situazioni di necessità motivi di salute con il presidio dell’Autorità sanitaria. È consentito il rientro al domicilio o alla residenza all’interno delle frazioni per chi, al momento della presente ordinanza, si trovasse fuori dall’Area stessa». 
Altri divieti
Nell’ordinanza di Stangoni vengono riproposti alcuni divieti. «Con la presente ordinanza – si legge nel documento – è imposta la sospensione di tutte le attività produttive e commerciali, la sospensione di tutti i cantieri di lavoro e la sospensione di tutte le cerimonie civili e religiose ad eccezione delle cerimonie funebri con un numero massimo di 15 partecipanti. È prevista la soppressione di tutte le fermate dei mezzi pubblici, il divieto di banchetti e feste private e la chiusura al pubblico del cimitero comunale della frazione, garantendo, comunque, l’erogazione dei servizi di trasporto, ricevimento inumazione e tumulazione delle salme». Per quanto riguarda, invece, la raccolta dei rifiuti, l’ordinanza precisa che «saranno garantiti i servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti». L’ordinanza prevede anche sanzioni per chi violi le disposizioni. «Chiunque violi le misure di contenimento previste dall’ordinanza è soggetto alla sanzione amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da 400 euro a 3.000 euro». 
San Benedetto
Chiusa, con una ordinanza del sindaco di San Benedetto, Pasqualino Piunti, la mensa scolastica della scuola Piacenti. «In via cautelare e precauzionale – è scritto nell’ordinanza del primo cittadino – si dispone la temporanea chiusura dell’Isc Centro – plesso Bice Piacentini, a partire dalle 00 di mercoledì 21 ottobre fino alle 24 di sabato 24 ottobre compreso o, comunque, fino alla data, se successiva, della comunicazione da parte dell’Asur della rete dei contatti dei soggetti contagiati». 
Ascoli
Sulla situazione sanitaria del capoluogo e sull’apertura dei posti letto nella palazzina nell’ospedale Mazzoni, è intervenuto il sindaco, Marco Fioravanti. «Ho sempre reputato fondamentale mantenere distinti i plessi ospedalieri in cui sono in cura pazienti risultati positivi al Covid-19 da quelli in cui si trovano soggetti non positivi. Vista la situazione, da parte nostra sarà garantita la massima disponibilità all’utilizzo degli spazi individuati dalla Direzione sanitaria dell’Area vasta 5. Sarà imprescindibile però separare l’accesso del reparto di Malattie infettive dal resto del Mazzoni, con un percorso dedicato che eviti qualsiasi rischio contagio per i pazienti che devono recarsi al nosocomio cittadino per sottoporsi ad altre tipologie di cure e controlli. Al termine dell’emergenza, come assicurato dalla Direzione sanitaria, l’ospedale Mazzoni tornerà ad avere in maniera stabile e duratura un reparto destinato alle Malattie infettive: una soluzione che apprezziamo e che condividiamo, poiché garantirà un maggior numero di servizi per l’intero territorio provinciale e un implemento del personale sanitario specializzato, con risorse umane dedicate a tali servizi e non sottratte ad altri reparti».

 

Ultimo aggiornamento: 11:19 © RIPRODUZIONE RISERVATA