Primo giorno nella Zona Rossa Covid: transenne e carabinieri nelle strade, container per i tamponi

Acquasanta, primo giorno nella Zona Rossa Covid: transenne e carabinieri nelle strade, container per i tamponi
Acquasanta, primo giorno nella Zona Rossa Covid: transenne e carabinieri nelle strade, container per i tamponi
di Luigi Miozzi
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Giovedì 22 Ottobre 2020, 05:10

ACQUASANTA - Transenne in mezzo alla carreggiata e pattuglie in strada per sbarrare il transito alle automobili. Dalla mezzanotte di ieri è entrata in vigore la zona rossa a Umito e Pozza e, pertanto, nelle due frazioni di Acquasanta non è possibile né uscire né entrare fino a quando il servizio igiene e sanità pubblica dell’Area vasta 5 non avrà un quadro esatto della situazione dei contagi e in accordo con il sindaco deciderà il da farsi.

Da ieri, dunque, ci sono i carabinieri a presidiare le vie d’accesso alle due frazioni mentre per tutta la giornata sono stati effettuati i tamponi ai residenti della zona. Delle 68 persone che risultano essere residenti a Umito e Pozza, un numero significativo di essi erano già risultati positivi al Covid tanto da indurre il sindaco in accordo con le autorità sanitarie ad emanare l’ordinanza con le severe restrizioni; tutti gli altri, invece, sono stati sottoposti a tamponi. 
Il presidio 
È stata predisposto un presidio sanitario in un container ad Umito dove da ieri mattina il personale dell’Asur ha convocato i cittadini per effettuare i prelievi. Ora bisognerà attendere che i tamponi vengano processati per conoscere i risultati dei test e sulla base di questi si avrà un quadro chiaro di quello che sta accadendo in quella parte del territorio acquasantano. Di conseguenza verranno poi prese tutte le decisioni del caso. Ma fino a quel momento rimarrà la zona rossa e tutti i residenti delle due frazioni non si potranno allontanare. Per questo motivo è stato predisposto un servizio di assistenza che viene garantito dai volontari della Croce Verde. Chi dovesse avere bisogno di medicinali o generi alimentari può mettersi in contatto con l’associazione che provvederà poi a consegnare a domicilio quanto richiesto. 
I tamponi
All’inizio della settimana, i risultati dei tamponi avevano evidenziato la presenza di un focolaio proprio nelle due frazioni e per questo si è deciso di intervenire immediatamente per evitare che i contagi potessero propagarsi anche in altre aree dell’acquasantano. Considerato il numero non eccessivo di residenti si è potuto procedere con la chiusura e con gli esami a tappeto in maniera tale da poter isolare il virus. E se nei mesi scorsi, durante la scorsa primavera, l’entroterra montano del Piceno era rimasto al riparo dai contagi, in questa seconda ondata nell’entroterra ascolano l’emergenza sanitaria sta diventando sempre più pressante ed allarmante. Dopo che nelle scorse settimane si erano registrati un numero di casi significativi a Roccafluvione e Venarotta, negli ultimi giorni i casi positivi sono stati riscontrati anche ad Arquata. Adesso, invece, è stata la volta di Acquasanta dove, dopo il lockdown dello scorso mese di marzo, è stata istituita per la prima volta sul territorio piceno la zona rossa. Il sindaco Sante Stangoni sta seguendo in prima persona l’evolversi della situazione ed è in costante contatto con le autorità sanitarie per valutare al meglio gli eventuali provvedimenti da prendere per cercare di garantire nel migliore dei modi la salute dei cittadini del comune termale. 

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