Madre, padre e due figli positivi al Covid: la famiglia divisa in due case da più di un mese in attesa dei tamponi

Martedì 10 Novembre 2020
Madre, padre e due figli positivi al Covid: la famiglia divisa in due case da più di un mese in attesa dei tamponi

SAN BENEDETTO - Positivi al Covid, imprigionati in casa ed isolati dal resto del mondo aspettando l’esito di un tampone (il quarto) che da giorni ancora non arriva. È la brutta sorte toccata ad una famiglia del territorio composta da madre, padre e due figli.

A contrarre il virus per primo è stato il figlio minore. Si è contagiato a scuola. Appena due giorni dopo sua mamma ha accusato i primi sintomi ed è risultata positiva. Padre e figlio maggiore hanno eseguito il tampone, il cui esito è stato negativo. Da qui la scelta rapida, per evitare il contagio, di trasferirsi a casa della nonna. Padre e figlio sono rimasti in loco in attesa che il virus facesse il suo corso.

 

Ma è trascorso oltre un mese e la famiglia non è ancora riuscita a riunirsi. 

La denuncia

«Sono in quarantena dal 7 ottobre, giorni e giorni di attese per fare tamponi e per avere i referti racconta la donna - io ho fatto il quarto tampone il 2 novembre, e ancora aspetto l’esito, sono esasperata e non so più a chi rivolgermi. Chiamo e non risponde nessuno, anzi una volta mi hanno risposto anche in malomodo. Sono a casa senza poter lavorare da un mese. In casa eravamo in quattro, dico eravamo perché mio marito e mio figlio grande stanno fuori da un mese per evitare il contagio. Ma come si può uscire da questa assurda situazione? Perché adesso inizia ad essere veramente assurda, siamo fortunati rispetto ad altri che purtroppo sono in ospedale ma stare isolati da tutto e da tutti inizia ad essere pesante e iniziamo ad avere segni di cedimento». È questo lo sfogo della donna che ha dovuto affrontare da contagiata una situazione inedita tra il decorso della malattia e la gestione del menage famigliare. Anche le piccole cose diventano complicate, dal conferimento dei rifiuti, alla spesa. Il cane di famiglia stando nella casa coniugale non poteva essere portato a spasso dalla padrona né dal figlio contagiato. La signora ha provato a verificare se vi fosse un servizio ad hoc ma ha incontrato anche qui parecchi ostacoli.

I tamponi in ritardo

Il figlio minore, dopo il terzo tampone, è stato dichiarato guarito. La mamma invece attende da cinque giorni ancora l’esito del tampone eseguito i primi di novembre. Con l’aumento vertiginoso dei casi, il Sisp riesce a processare tamponi tra le 24 e le 72 ore. Purtroppo il numero dei test continua a crescere vertiginosamente e dare risposte in tempi rapidi diventa sempre più difficile. A rimetterci purtroppo sono le famiglie praticamente bloccate senza poter pianificare nulla, in primis il rientro al lavoro.

 

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