Positivi al coronavirus altri 38: anziani del centro diurno, bambini a scuola e dipendenti comunali. Classi in quarantena

Giovedì 8 Ottobre 2020 di Mario Paci

ASCOLI Dopo il record di contagi avvenuto martedì (46 casi), ieri nella provincia picena il primato è stato sfiorato. Ci sono stati infatti altri 38 casi di positività al Corovirus che hanno fatto scattare nuovamente l’allarme che oramai risuona da parecchi giorni. L’impennata dei contagi sta sfuggendo di mano nonostante i lodevoli sacrifici degli ispettori dell’Area vasta nel ricercare la catena dei contatti degli infetti.

 

 

 

Ad Ascoli ci sono 120 contagiati, nella provincia il triplo, le persone in isolamento domiciliare sono lievitate a settecento. E diventa sempre è più difficile monitorarli tutti nella tema che prima o poi possano aggravarsi. 


Gli anziani
Finora il Covid, infatti, si era diffuso soprattutto fra i giovani dopo le trasferte all’estero, le feste della movida, le partite di calcetto. Eppur, nonostante i contagi e le sanzioni, molti ragazzi continuano a non indossare la masherina. E ora il virus inizia ad essere trasmesso ai loro cari, in particolare agli anziani. Purtroppo sono otto i frequentatori del centro sociale “Il Girasole” il cui tampone ha dato esito positivo dopo che un operatore si era infettato. E due dei tre ricoverati in rianimazione all’ospedale Madonna del Soccorso di San Benedetto hanno contratto il Covid perchè trasmesso dai loro nipoti. 


Gli uffici
Il Coronavirus non risparmia nessuno e nessun luogo. E così dopo i due dipendenti dell’Amministrazione comunale di San Benedetto risultati positivi al virus ieri c’è stato un altro infetto ma nel municipio di Arquata del Tronto. Il dipendente si era sottoposto già a tampone che aveva dato esito negativo poichè risultato a contatto con un familiare contagiato. Lo ha ripetuto e nella giornata di ieri è arrivato l’infausto responso. Ora il sindaco Petrucci e il vice Franchi stanno decidendo il da farsi. 


Le scuole
Le scuole restano le sorvegliate speciali. Gli istituti scolastici, grazie alle misure di prevenzione, non sono la causa dei contagi ma il posto dove purtroppo il virus sta colpendo. Due casi di positività al Coronavirus, sono stati registrati uno in una classe della primaria e l’altro in una sezione dell’infanzia dell’Istituto comprensivo Leopardi di Grottammare. Lo ha comunicato il sindaco di Grottammare, Enrico Piergallini: «Vista la comunicazione del Dipartimento di Prevenzione – Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Asur Marche dell’Area Vasta 5, dalla quale si evince che sono stati riscontrati due casi positivi al Covid -19 - scrive - si dispone la sospensione delle attività didattica in presenza in una classe di scuola primaria e in una sezione dell’Infanzia Le classi interessate sono già state informate». Sono stati eseguiti i tamponi su tutti i bambini che hanno avuto contatto diretto con loro e a questo punto si attende l’esito dei test. Si procederà quindi alla sanificazione dei locali e poi si rientrerà in classe. 


I test rapidi
Finora le persone ricoverate nel reparto di rianimazione restano tre (due in terapia intensiva e una in sub intensiva) ma la direzione generale dell’Area vasta sta escogitando il modo per arginare l’impennata dei contagi anche a fronte di un alto numero di tamponi processati (ottocento). Una di queste soluzioni, da applicare negli istituti scolastici per evitare che prima o poi la provincia vada in isolamento domiciliare, è quella del ricorso ai test rapidi.


La formazione
In tal senso si è tenuta ieri mattina una riunione operativa all’ospedale Mazzoni. L’obiettivo è formare il prima possibile il personale sanitario in modo da partire con i test rapidi nelle scuole. L’utilizzo dei test antigenici rapidi è in grado di assicurare una diagnosi accelerata di casi di Covid-19, consentendo una tempestiva diagnosi differenziale nei casi sospetti tra sindrome influenzale e malattia da SARS-CoV2, diversamente dai test molecolari per i cui risultati l’intervallo di tempo utile risulta più ampio. L’utilizzo dei test antigenici rapidi, seppure considerando i possibili limiti nelle caratteristiche del test, potrebbe anche in ambito scolastico accelerare la diagnosi di casi sospetti. La frequenza di episodi febbrili nella popolazione scolastica nel periodo autunnale e invernale sarà infatti presumibilmente molto elevata e sarà necessario ricorrere spesso agli esami per escludere in tempi rapidi la possibilità che si tratti di Covid.

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