Terremoto, Cas revocato a chi rifiuta l'appartamento. Il sindaco esulta: «Avevamo ragione noi»

Venerdì 15 Novembre 2019
Terremoto, Cas revocato a chi rifiuta l'appartamento. Il sindaco esulta: «Avevamo ragione noi»

COMUNANZA - Il sindaco Alvaro Cesaroni già circa un anno fa era convinto della sua decisione e l’ha portata avanti con caparbietà, sollevando anche la questione di un vuoto legislativo. Il primo cittadino aveva sospeso il contributo di autonoma sistemazione (Cas) alle famiglie che si erano rifiutate di accettare di trasferirsi negli appartamenti nuovi di zecca (12 in tutto) realizzati in una palazzina in zona residenziale.

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Abitazioni inizialmente destinate al mercato immobiliare, quindi ben rifinite e realizzate con sistemi moderni anche di risparmio energetico, ma poi acquistate dall’Erap per ospitare gli sfollati del terremoto del 2016, quelli con la propria abitazione inagibile e collocati in altri immobili, e quindi, per questo, percettori di contributo. Ma su 12 appartamenti disponibili che il comune aveva assegnato ai primi in graduatoria, all’inizio solo in 5 avevano accettato. Poi il comune, a scorrimento della graduatoria stessa, aveva trovato le altre 7 famiglie disponibili per cui tutta la palazzina è stata riempita. Però a chi aveva rifiutato l’appartamento offerto il sindaco aveva sospeso immediatamente il Cas.
«Chiarificazione che - fa rilevare il sindaco Alvaro Cesaroni - è arrivata con l’ordinanza 614 dell’altro ieri relativa agli eventi sismici che hanno colpito Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo dal 24 agosto 2016, emessa dal capo dipartimento della Protezione Civile Nazionale Angelo Borrelli. In questa ordinanza viene codificata un’interpretazione che noi, unico comune del cratere, avevamo dato fin dall’inizio».

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