«Un referendum per dire in quale Provincia stare». Il sindaco Cesaroni: «Unione montana dei Sibillini ingestibile. Parlino i cittadini»

Venerdì 17 Settembre 2021 di Francesco Massi
«Un referendum per dire in quale Provincia stare». Il sindaco Cesaroni: «Unione montana dei Sibillini ingestibile. Parlino i cittadini»

COMUNANZA -  Sono ben note e da tempo sollevate da molti sindaci degli 11 Comuni dell’Unione Montana dei Sibillini le problematiche organizzative, che poi gravano anche sull’efficienza di molti servizi pubblici, derivate dalla divisione del territorio, e quindi della stessa Unione, nelle province di Ascoli e Fermo. Difficoltà e incongruenze che toccano servizi importanti come sanità (due Aree vaste), scuola, ambito sociale territoriale (anomalo rispetto alla legge regionale e ha bisogno di continue deroghe), gestione dei rifiuti (appartenenza a due Ata), collegi elettorali. 

 


Una situazione disgregante, considerata sempre dai sindaci anche come un forte ostacolo per politiche unitarie ed efficaci per tutto il territorio montano. Una situazione che qualche mese fa era stata sollevata in modo clamoroso dal Comune di Comunanza, che aveva deliberato di uscire dall’Unione dei Sibillini e chiesto alla Regione di andarsene dall’Ambito Sociale 24. Un atto forte, con il quale si è voluto rimarcare la necessità di un cambio di passo più efficace nelle funzioni dello stesso ente.

Deficit che il sindaco Alvaro Cesaroni imputa soprattutto alle problematiche create dalla divisione provinciale. In un recente incontro per dirimere lo strappo, con il presidente dell’Unione Fabrizio Vergari ed il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni, Cesaroni ha proposto di sentire gli abitanti degli 11 comuni. Dunque un referendum consultivo per far scegliere ai cittadini sotto quale delle due province voler stare. In sostanza quella che ottiene più consensi dovrebbe accogliere anche i Comuni dell’altra. Attualmente degli 11 municipi 5 sono sotto Ascoli e 6 sotto Fermo. 


Cesaroni ha inviato una lettera ufficiale dell’amministrazione comunale all’Unione Montana per chiedere che vengano adottate le procedure referendarie. «Nell’incontro con Vergari e Ciaffaroni – dice Cesaroni – abbiamo condiviso che dalla divisione interprovinciale dell’Unione montana, fatta a suo tempo nella buona fede di tutti, è derivata l’incapacità di mettere a fattore comune le nostre energie, in ambiti fondamentali come la sanità, l’energia, le infrastrutture, l’istruzione, la sicurezza e l’assetto politico. È nostro dovere far esprimere gli 11 consigli comunali per indire un referendum popolare unico affinché i cittadini possano decidere di riunificare il territorio in un’unica provincia, Ascoli o Fermo».

Sentire i cittadini è una condizione fondamentale che Cesaroni e la propria amministrazione pongono per ritornare sui propri passi, annullando la delibera di uscita dall’Unione e rientrare. Altrimenti dal 1 gennaio 2022 Comunanza sarà fuori definitivamente. Su ciò il sindaco è chiaro e netto. Questo pone non un paletto, ma un palo sulla eventuale tendenza a procrastinare nel tempo un’azione che poi, finirebbe per essere disattesa e cadere nel nulla. Ora bisognerà vedere l’applicabilità dal lato tecnico-giuridico-organizzativo e soprattutto come risponderanno le altre amministrazioni comunali.

 

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