Comunanza, in bicicletta nei corridoi:
trenta ragazzini devastano la scuola

Domenica 15 Settembre 2019 di Stefano Massi

COMUNANZA - Una spacconata che rischia di costare cara ad una trentina di ragazzi, in gran parte minorenni e tutti in età scolare, di Comunanza e dintorni. Per trovare un diversivo insolito e forse per loro eccitante, hanno ben pensato di spendere una notte delle loro vacanze estive facendo un blitz nei locali della scuola media di Comunanza.

Vogliono allagare la scuola: baby vandali pizzicati dai vigili urbani

Dopo aver forzato la porta d’ingresso sono entrati dentro e hanno scorrazzato per corridoi e aule con le biciclette, sporcando tutti gli ambienti in cui sono passati. Non solo. Siccome non sembrava abbastanza, hanno pensato di arricchire l’iniziativa vandalica mettendo a soqquadro le aule e le stanze, rompendo porte, danneggiando materiale didattico, nonché attrezzature come la stampante, sulla quale hanno gettato la varechina. 
 
Una scorribanda consumata in notturna e con la sicurezza di non essere sentiti nè visti poiché la scuola si trova in un luogo isolato rispetto ad altre abitazioni. Dato l’allarme, il giorno dopo, da qualche dipendente ancora in servizio, sono subito intervenuti i carabinieri di Comunanza comandati dal maresciallo Giovanni Croce che hanno constatato il fatto, rilevato i danni ed iniziato immediatamente le indagini per arrivare ai responsabili. Dopo un minuzioso lavoro e attraverso vari contatti alla fine i carabinieri sono riusciti ad individuare tutti i responsabili della bravata ed a reperire le prove. Tutti sono stati denunciati: al Tribunale dei Minori di Ancona, per i minorenni e alla Procura di Ascoli per i maggiorenni. Dovranno rispondere di danneggiamenti e atti di vandalismo. Se le accuse verranno confermate i ragazzi o le loro famiglie saranno chiamati a risarcire i danni che potrebbero essere di qualche migliaia di euro. Un atto deprecabile e condannato da tutti. Deve far interrogare sulle carenze educative di questi giovani e sulle responsabilità di chi dovrebbero impartirle. Quindi è sempre più necessario l’insegnamento dell’educazione civica, ma come materia primaria e non con scarso peso didattico.

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