Odori nauseabondi nella Vallata del Tronto, scattano le ispezioni dell’Arpam

Giovedì 26 Agosto 2021 di Eduardo Parente
Le proteste

COLLI DEL TRONTO- «Fateci respirare aria e non bitume». È questa la voce unanime di alcuni cittadini della comunità di Colli del Tronto e di Pagliare del Tronto che sembrano essere allo stremo a causa di forti odori acri attribuiti ad un bitumificio della zona. Cattivi odori che, specialmente durante la bella stagione, costringono alcuni residenti a tapparsi in casa con le finestre chiuse. 

 


Il lockdown forzato
Una sorta di lockdown forzato, quindi, dai fumi acri che invadono gli spazi privati di residenti inermi e che obbliga a sigillare porte e finestre. A quanto pare si tratta di un disagio che dura da alcuni anni. E quella parte di comunità che risiede nei pressi dell’ opificio nella vallata del Tronto è letteralmente sfiancata da una situazione diventata, ormai, insostenibile. C’è da dire, inoltre, che l’autorizzazione alla lavorazione di prodotti bituminosi, dovrebbe scadere nel 2023 e, nonostante l’azienda stia predisponendo una nuova proroga per altri 15 anni, c’è la reale possibilità che l’intera produzione si trasferisca altrove molto prima. L’attenzione al problema, poi, si è spostato anche sui social. 


Le segnalazioni 
«Come ogni sera - sostiene un cittadino inviperito e stanco dei continui miasmi -, da anni, la casa si infesta di questa puzza irresistibile. Ogni santa sera dobbiamo chiudere le finestre. Non c’è più libertà di respirare aria pulita. Segnalare alle autorità preposte, è un dovere». E così è stato. Nei giorni scorsi scorsi, infatti, i tecnici dell’Arpam, scortati dai carabinieri, si sono recati nei pressi dell’azienda in questione, effettuando tutti i controlli del caso. Sul posto c’era anche il sindaco di Colli del Tronto, Andrea Cardilli, e alcuni residenti. L’esito dei controlli dell’altra sera tarda ad arrivare, ma sembra che la situazione, in casa Adriatica Bitumi, sia sotto controllo, sia sul fronte delle autorizzazioni che dell’impiantistica. Ma il fetore rimane. Ed è lo stesso che si avverte sulle strade durante i lavori relativi al rifacimento dell’asfalto. 


La petizione
È già scattata una raccolta firme da parte di alcuni residenti. Tuttavia, sull’altro fronte, l’amministrazione comunale lavora notte e giorno per risolvere il problema. Raggiunto al telefono, Cardilli spiega che «si tratta di un impianto che viene sempre attenzionato non solo dal Comune, ma anche dagli altri organi preposti al monitoraggio e al controllo, come l’Arpam e l’Asur. In questo momento noi rappresentiamo il ponte di collegamento tra l’azienda e i cittadini, tentando tutte le strade possibili per arrivare ad una soluzione concreta», conclude il sindaco di Colli del Tronto. L’auspicio è che si possa addivenire nell’arco di poche settimane ad un accordo con la proprietà venendo incontro alle richieste dei cittadini esasperati per i miasmi.

 

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