Il ricercatore della Nasa spiega agli alunni della scuola media i segreti della missione su Marte

Mercoledì 24 Marzo 2021 di Eduardo Parente
Marco Veneranda

CASTEL DI LAMA - «Per raggiungere determinati obiettivi nella vita, soprattutto in ambito professionale, occorrono passione e perseveranza». A dirlo davanti ad una platea di giovani studenti è Marco Veneranda, 33 anni, giovanissimo ricercatore piceno e membro del team Mars 2020, la missione spaziale Nasa che perlustrerà il suolo del pianeta rosso con l’obiettivo di studiare la sua abitabilità e cercare tracce di vita biologica.

 

Lui, Marco Veneranda, proprio ieri mattina in videoconferenza, ha letteralmente rapito l’attenzione di tanti studenti della terza media di Castel di Lama. E proprio lui, che non tanti anni fa è partito da quei banchi di scuola, è riuscito ad arrivare su Marte. «Come si arriva da Castel di Lama a Marte, è difficile da spiegare - ironizza il ricercatore. - Uno immagina che, quando si parla di Nasa o di missioni spaziali, si intenda un mondo astratto oppure riservato solo a persone con intelligenze straordinarie. Ma non è così. Perché poi quando entri in questo sistema, ti rendi conto che sei contornato da persone normalissime provenienti da piccoli paesi e da ogni parte del mondo. Quindi non è così assurdo come può sembrare, raggiungere certi livelli». 


Voglia di fare e perseveranza. È stato questo il fil rouge della mattinata di ieri trascorsa insieme al giovane ricercatore lamense, che è stato impegnato nella creazione di alcuni componenti del SuperCam che si trova a bordo del Perseverance, il rover che ha raggiunto Marte il 18 febbraio scorso. «Quando metti la passione in campo, le cose poi vanno sempre nel verso giusto - aggiunge Veneranda - e la mia storia è un esempio: sono partito da questi banchi di scuola, per poi, con un diploma di tecnico industriale in tasca, decidere di andare a lavorare. Cominciai in una lavanderia industriale con degli orari davvero al cardiopalma. E fu proprio allora che decisi che il mondo universitario mi era più congeniale. Mi iscrissi a scienze della conservazione del patrimonio culturale alla triennale di Camerino, nella sede distaccata di Ascoli. Concluso il percorso di studi decisi che dovevo proseguire nel campo della ricerca, ottenendo un master e un dottorato in Spagna, e assumendomi subito dopo, nel 2017, il rischio di applicare le mie conoscenze in altri ambiti, come quella delle esplorazioni spaziali. E alla fine la Nasa». 


Qualche cenno sulla missione. «Oltre alla Nasa, che fa metà del lavoro, sono tantissime le università di tutto il mondo che collaborano alla costruzione di questo Rover - precisa Veneranda- - E questo significa che sono migliaia le persone che collaborano tutte insieme con il preciso intento di portare la Mars 2020 al successo. E mi dispiace che moltissime di loro non abbiano la visibilità che meritano». 

 

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