Le baby gang non danno tregua in riviera, agenti in allarme: «Siamo pochi»

Martedì 10 Agosto 2021 di Emidio Lattanzi
I controlli della polizia a San Benedetto

SAN BENEDETTO - Con le baby gang che sono entrate in azione anche in provincia, nella San Benedetto che non rappresenta certo una metropoli, arriva l’appello delle forze dell’ordine per rendere maggiormente efficace e incisiva l’azione di polizia e carabinieri. Lo chiede il Siulp, il Sindacato Italiano unitario lavoratori polizia con la voce del segretario provinciale Massimo Mellozzi che si è unito al coro di solidarietà nei confronti dei carabinieri aggrediti brutalmente a Marotta sottolineando come episodi di questo genere siano purtroppo sempre più frequenti e prevedibili. E Mellozzi si riferisce proprio alle ultime notizie che arrivano da San Benedetto.

 
L’analisi
«Anche nella nostra Riviera non si era mai manifestato il fenomeno delle “baby gang” già presente nelle grandi città. Eppure ciò è avvenuto e ne hanno fatto le spese giovani ragazzi che stavano tranquillamente passeggiando. E’ convinzione del Siulp che la vivibilità delle nostre città non sia un risultato acquisito o dato per scontato, ma debba essere raggiunto e mantenuto giorno per giorno con una “politica della sicurezza ordinaria” dove tutti, sia Autorità preposte che sindaci e categorie produttive, remino nella stessa direzione, nell’interesse di tutta la collettività». L’appello è chiaro: «I colleghi delle squadre volante della polizia di Stato e delle gazzella dei carabinieri sanno bene quanto sia importante la reciproca collaborazione in determinati casi - spiega Mellozzi - Riteniamo che anche chi gestisce la “politica della sicurezza” se ne accorga e alla Centrale unica regionale di pronto intervento 112, deve corrispondere un reale coordinamento tra le varie forze di polizia che ottimizzi il loro impiego in un’unica ottica operativa su tutto il territorio della Regione. Non ci sono strade alternative, non ci sono “bacchette magiche”. Basta pensare al depauperamento degli organici che subiranno le Forze dell’ordine, nei prossimi 5/6 anni, in particolare la polizia di Stato a causa del copioso numero di pensionamenti, a fronte di assunzioni che, allo stato attuale, rappresentano poco più di una “boccata d’ossigeno».

Gli episodi che hanno visto protagonista la baby gang, i cui componenti non sono ancora stati identificati, sono stati almeno tre nelle ultime quattro settimane. Due i casi più gravi. Il primo ha visto finire in ospedale due giovani pestati a sangue perché volevano evitare il furto dei propri scooter, e l’altro ha visto un ragazzo dell’entroterra venire preso a calci in testa in viale Moretti. Negli ultimi giorni c’è inoltre stato un incontro con il Prefetto, al quale hanno partecipato l’assessore Gianluigi Pepa e il vicecomandante della polizia locale Giuseppe Brutti. 


La richiesta
«Abbiamo richiesto una conferenza dei servizi per la preoccupante situazione della movida molesta - afferma l’assessore - che è sfociata in bande di ragazzi, con una forma mentis da delinquenti, che usava violenza fisica inaudita. In quell’occasione insisteremo per un rafforzamento del personale delle forze dell’ordine, in particolare di almeno 15 poliziotti, aggregati da Ascoli Piceno».

Ultimo aggiornamento: 17:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA