Camela: «Contattato da Fioravanti ma il centrodestra mi ha mollato»

Camela: «Contattato da Fioravanti ma il centrodestra mi ha mollato»
Camela: «Contattato da Fioravanti ma il centrodestra mi ha mollato»
di Marco Vannozzi
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Venerdì 24 Maggio 2024, 03:30 - Ultimo aggiornamento: 12:24

ASCOLI Si fa sentire Valeriano Camela, tenuto fuori all'ultimo dalla tornata elettorale, insieme a Francesco Viscione e Maria Stella Origlia. Il medico ex consigliere regionale Udc critica l'operato del primo cittadino e annuncia un futuro rientro in politica.

I contatti

«Sono stato contattato dal sindaco per la candidatura a suo sostegno più di un anno fa, nell'aprile 2023 – afferma Camela –. Ma poi non ha esercitato l'autorevolezza richiesta dal suo ruolo quando, alle prime avvisaglie di interferenze sulla mia candidatura da parte di alcuni timorosi, non ha rimesso tutti in riga dichiarando come la mia candidatura fosse una sua scelta». Il medico guarda avanti.

«Si è risvegliata in me la voglia di riprendere il percorso di un impegno politico a vantaggio della comunità in cui vivo e opero», annuncia.

La futura scadenza è fissata al 2025 quando ci saranno le consultazioni regionali: tra poco più di un anno i marchigiani saranno chiamati alle urne. Possibile ipotizzare una nuova corsa per Palazzo Raffaello? Camela ripercorre i fatti. «Dopo quasi trent'anni di presenza politica, consideravo concluso il mio ciclo. Invece il sindaco mi ha chiesto di mettermi a disposizione, prospettandomi l'intenzione di inserirmi in Fratelli d'Italia o nella lista del sindaco. In seguito mi è stato proposto di non candidarmi e di dare il mio appoggio dall'esterno. Ho palesato la mia contrarietà e ho ribadito che, qualora avessi ottenuto un risultato elettorale importante, non avrei accampato pretese di ruoli di vertice e avrei fatto un passo indietro per non alterare l'assetto di giunta già in parte definito. Sono poi stato contattato per una candidatura nella lista Forza Ascoli. Mi è stato fornito il simbolo e ho fatto girare su whatsapp il mio santino. Ma si è scatenato un putiferio e il comitato dei saggi ha posto il veto basato su motivazioni politiche».

Il riferimento è alla sfiducia votata all'epoca di Celani sindaco. «Se quelle motivazioni applicate rigidamente a me e a Viscione si riscontrano anche in altri candidati, mantenuti invece in lista, è un pretesto per nascondere la debolezza elettorale di alcuni – spiega -. Il no del sindaco ha poi reso inefficaci gli interventi dei livelli nazionali di Lega e Udc per un tentativo di candidatura col Carroccio. L'origine di questa triste vicenda risiede nell'assenza di un'opposizione agguerrita».

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