Il rischio delle crisi idriche e una soluzione per superare il problema: l'impianto di Castel Trosino. Ecco i tempi dell'operazione

Venerdì 21 Gennaio 2022 di Luca Marcolini
Il rischio delle crisi idriche e una soluzione per superare il problema: l'impianto di Castel Trosino. Ecco i tempi dell'operazione

ASCOLI  - Dalla prossima estate la città potrà contrastare in maniera più efficace il rischio siccità e continuare a garantire in tranquillità il servizio idrico. Sicuramente dal prossimo mese di giugno, infatti, - stando ai tempi procedurali prestabiliti - si potrà contare a pieno sull’impianto di soccorso di Castel Trosino con una portata d’acqua fino a 200 litri al secondo.

 

Entro il 28 maggio dovrà essere concluso il procedimento per l’autorizzazione definitiva di utilizzo dell’acquedotto di emergenza realizzato dalla Ciip spa nella frazione alle porte di Ascoli. Si passerà, dunque, dall’attuale utilizzo in maniera temporanea e solo parziale, con una fornitura massima di 150 litri al secondo, all’attivazione a regime di questo nuovo, atteso e necessario impianto. Una scelta programmata da tempo, quella dell’impianto di soccorso, che proprio in questa fase critica dovuta anche agli effetti del terremoto sull’acquedotto principale si sta rivelando fondamentale. 


Dopo la richiesta inoltrata dalla Ciip per ottenere l’autorizzazione definitiva all’utilizzo dell’acquedotto di soccorso realizzato a Castel Trosino, integrata nello scorso mese di novembre, adesso la Regione Marche ha sbloccato la fase conclusiva dell’iter con la pubblicazione di un avviso per consentire eventuali osservazioni da parte di cittadini in merito. Osservazioni che dovranno pervenire entro e non oltre il 17 febbraio. In ogni caso, sul fronte della tempistica prevista dalle normative, l’ok al pieno utilizzo dell’impianto idrico dovrà obbligatoriamente avvenire entro il 28 maggio. Questo significa che l’impiego a regime dell’acquedotto potrà avvenire già da giugno, consentendo di contrastare in maniera adeguata un’eventuale emergenza idrica. Considerando che negli ultimi anni, il problema idrico si è registrato puntualmente, sicuramente anche per le criticità legate all’acquedotto principale del Pescara e alla necessità di corposi interventi per la risoluzione delle stesse. 


La richiesta della Ciip che la Regione deve sbloccare riguarda la concessione di derivazione idrica di 200 litri al secondo per l’esercizio a regime dell’impianto acquedottistico di soccorso già realizzato in località Castel Trosino di Ascoli, al servizio dei centri abitati di Ascoli, Folignano, Maltignano e della zona industriale ascolana. L’impianto, a 4 chilometri dal capoluogo, è alimentato dalle risorse idriche provenienti dall’acquifero della dorsale carbonatica della Montagna dei Fiori, ed è stato realizzato per colmare un grave deficit infrastrutturale, quale quello della mancanza di un impianto acquedottistico di soccorso a servizio della città e dei centri limitrofi.

Un impianto necessario per il soddisfacimento del fabbisogno idrico della popolazione in periodi di emergenza idrica, quali quelli conseguenti agli eventi sismici di agosto 2016 e successivi, e nei periodi di siccità. Ad oggi, l’acquedotto è in funzione con autorizzazione temporanea che consente una portata pari a 150 litri al secondo, con acqua prelevata dai pozzi 1 e 2. Ma si tratta di un’autorizzazione concessa per la fase di emergenza dal Comitato provinciale di Protezione civile nel novembre 2020 che scadrà a 30 giugno. E, vista la situazione attuale, l’impianto di soccorso in questione dovrà garantire anche il servizio idrico quotidiano, visti i problemi sull’acquedotto principale, e non limitarsi almeno per qualche anno al solo utilizzo di emergenza.

 

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