I rincari dei materiali causano lo stop ai cantieri del terremoto: in stand by 70 edifici pubblici

Villa Rendina
Villa Rendina
di Luca Marcolini
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Sabato 23 Aprile 2022, 08:10

ASCOLI  - Anche la ricostruzione pubblica post sisma trema. Il rischio, come sta avvenendo sul fronte degli immobili privati, è quello di vedere ulteriormente congelati molti degli interventi sugli edifici pubblici danneggiati dal terremoto, in città così come in altre zone del cratere, che a questo punto probabilmente si ritroveranno, se non si cambierà lo scenario, con una inadeguata e insufficiente copertura economica.

 


E questo discorso coinvolge, sul territorio ascolano e in particolare nel capoluogo piceno (che a livello di danni subiti è tra i più colpiti a parte le zone dell’epicentro), molti immobili che hanno anche funzioni importanti. Oltre alle scuole, infatti, per le quali sia l’Arengo che la Provincia hanno avviato il percorso con progettazioni e anche aperto qualche cantiere, ci sono ancora da sistemare palazzi che ospitano caserme, uffici, alloggi popolari. E solo su Ascoli, aldilà delle opere già finanziate dall’Ufficio per la ricostruzione, ci sono circa 70 richieste presentate richieste dell’Arengo per altrettanti interventi ancora in attesa di sapere se saranno inseriti nel nuovo piano dell’Usr.


Tra le opere pubbliche programmate nel capoluogo piceno, negli elenchi ufficiali dell’Ufficio ricostruzione figurano, oltre ovviamente alle scuole da adeguare dal punto di vista sismico o da ricostruire, anche altri interventi. Innanzitutto, c’è l’importante intervento, finanziato ora con 4 milioni di euro, per la sistemazione e il miglioramento sismico dell’ex Distretto militare che l’Arengo intende riutilizzare come futura sede dei propri uffici decentrati. In questo caso sono state realizzate tutte le indagini propedeutiche e nell’ottobre scorso è stata aggiudicata la progettazione strutturale e impiantistica. Poi, sempre per quanto riguarda gli edifici di proprietà e competenza del Comune di Ascoli, figurano interventi su spazi per l’edilizia residenziale all’ex caserma Vellei (671mila euro), all’ex scuola di Campolungo (525mila euro), all’ex scuola di San Martino di Lisciano (335mila euro), al condominio di via Abruzzo, ma anche a Pennile di Sotto (273mila euro) e a Villa Rendina (662mila euro). Inoltre, tra gli interventi finanziati risulta anche quello da 1 milione di euro su Palazzo Ramazzotti, di proprietà della Provincia di Ascoli, che ospita i servizi Genio civile e viabilità (mentre è stata già completata l’elisuperficie). 


Intervento a cui si aggiungono quelli per le caserme della Guardia di finanza con due milioni di euro e di quella dei carabinieri con circa tre milioni di euro, entrambe di competenza dell’Agenzia del demanio. Altri lavori previsti, quelli per gli alloggi popolari di proprietà dell’Erap in largo delle Camelie a Monticelli (3,8 milioni di euro), sempre a Monticelli in largo delle Ginestre (1,8 milioni di euro) e in via Spontini ( su due edifici rispettivamente con 154mila euro e 160mila euro disponibili). Poi ovviamente c’è tutto il discorso delle chiese. Il rischio dietro l’angolo, però, è ora rappresentato proprio da questo incubo dei prezzi dei materiali in continuo rialzo che stanno facendo saltare tutti i conteggi previsti nei progetti. Oltre agli interventi di ricostruzione pubblica già finanziati e in attesa di sblocco, considerando anche le difficoltà emerse a livello economico, c’è anche una importante serie di richieste, da parte degli enti pubblici delle zone colpite dal sisma, per ottenere diversi altri contributi per sbloccare ulteriori opere su immobili danneggiati. 


Nel solo caso di Ascoli città, ad esempio, l’Arengo ha inoltrato la richiesta per circa 70 interventi su altrettanti edifici di proprietà dell’ente, ovvero tutti quelli che hanno subìto danni a causa delle scosse telluriche, nei tempi richiesti dall’Ufficio ricostruzione, per poter rientrare nel nuovo piano di finanziamenti della ricostruzione pubblica. Piano che era, in realtà, atteso entro dicembre ma che non è ancora stato pubblicato. Proprio in base a tale programma di ulteriori finanziamenti, - come ad esempio accaduto nei mesi scorsi per i fondi arrivati ad Ascoli per le sedi universitarie e per altre scuole aggiuntive – si potrà capire quali altri edifici comunali potranno essere sistemati e riutilizzati. 

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