C’è il prendi due paghi uno per chi fa attività all’aperto: ecco come funziona il piano e chi può beneficiarne

Martedì 15 Febbraio 2022 di Luca Marcolini
C è il prendi due paghi uno per chi fa attività all aperto: ecco come funziona il piano e chi può beneficiarne

ASCOLI  - Con la concreta ipotesi dello stop governativo allo stato di emergenza per il covid dopo il 31 marzo, si preannuncia una fase successiva comunque non facile per le attività commerciali cittadine, costrette ad un ritorno alla normalità in una situazione economica che, in realtà, è tutt’altro che normale tra esenzioni che scompaiono, agevolazioni che si riducono e spese per le utenze che crescono a vista d’occhio. Ma come si riuscirà a reggere l’urto di questa transizione?

 

 

Su questo fronte, dopo che l’Arengo ha cercato di prorogare la scadenza per il nuovo canone patrimoniale unico proprio fino al 31 marzo, da aprile si tornerà – salvo ripensamenti del Governo – a dover pagare per l’occupazione del suolo pubblico, con Tosap e tassa pubblicità che si ripresenteranno sotto la nuova formula dell’imposta sugli spazi pubblici. Questo significa che l’Arengo, in assenza del necessario e consistente rimborso statale (come avvenuto finora), non potrà più garantire, per questioni di bilancio, l’occupazione gratuita degli spazi esterni da parte delle attività cittadine, con particolare riferimento al settore del food. In tal senso, però, a Palazzo Arengo il sindaco Marco Fioravanti e l’assessore al commercio Nico Stallone stanno studiando una misura che possa andare incontro agli operatori commerciali ascolani aiutandoli in qualche modo in vista anche della prossima primavera e della successiva estate.

L’intenzione dell’amministrazione comunale, in concreto, a fronte di un obbligato ritorno al pagamento dell’occupazione di suolo pubblico, è quella di andare a consentire ancora la possibilità di raddoppio delle superfici utilizzabili e autorizzabili in base al regolamento specifico, ma facendo pagare il canone patrimoniale solo gli spazi massimi previsti in situazione di normalità, concedendo gratuitamente le ulteriori aree in eccesso.


«A fronte della probabile fine dello stato di emergenza per la pandemia – spiegano Fioravanti e Stallone – e, quindi, dell’eliminazione da parte del Governo delle esenzioni finora disposte sulle occupazioni di suolo pubblico, stiamo studiando una misura per andare incontro alle esigenze delle attività cittadine, consentendo comunque il raddoppio delle aree esterne utilizzabili, ma garantendo la gratuità per gli spazi in deroga rispetto all’area concedibile per ogni attività in situazione di normalità, in base al regolamento».

In altre parole, le attività pagheranno solo per gli spazi esterni consentiti in base alla superficie di estensione dei locali, ma poi potranno usufruire di una superficie doppia a costi dimezzati. La formula, insomma, potrebbe essere quella del “paghi uno e prendi due”. In questo modo, comunque, si cercherà di andare incontro in particolare agli operatori della ristorazione e dei pubblici esercizi soprattutto in vista delle stagioni primaverile ed estiva in cui le aree esterne rappresentano una possibilità importante per accogliere maggiore clientela. 


Dal punto di vista tecnico, gli uffici preposti dell’Arengo dovranno andare a modificare, con una integrazione ulteriore, il regolamento e le linee guida messe a punto nella primavera del 2020 con le quali si concedeva l’occupazione di suolo ampliata, fino ad un massimo del 100%, in deroga, in aggiunta alla superficie calcolata dal preposto regolamento. La concessione delle superfici raddoppiate, dunque, sarebbe concessa per un periodo di durata da definire successivo alla conclusione ufficiale dello stato di emergenza per la pandemia. 

 

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