Turisti, iniziano gli arrivi ma mancano gli alberghi. Gli operatori restano ottimisti per la stagione mordi-e-fuggi

Domenica 16 Maggio 2021 di Luca Marcolini
Folla ieri in piazza del Popolo per le iniziative in programma

ASCOLI - È una cartolina di metà maggio che sembra di qualche anno fa, mascherine a parte, quella che il capoluogo piceno si è voluto regalare ieri grazie ad una giornata assolata e affollata, quasi da zona bianca. Ma, soprattutto, una cartolina che rappresenta un vero e proprio segnale della voglia di ripartire, quella che il capoluogo piceno rincorre dopo mesi di sofferenze e restrizioni. 

Karina Cascella, quando il guardaroba dell'influencer è grande come un piccolo appartamento

Rula Jebreal, bufera dopo il "no" a Propaganda Live: «Il direttore di rete mette like ai post che mi attaccano»

 

Ed in tal senso lo scenario turistico che si prospetta, stando agli addetti ai lavori, appare decisamente ottimistico, con la previsione di flussi importanti di visitatori, nei prossimi mesi, ma nel segno del “last minute”, a causa anche dell’incertezza ancora legata all’emergenza covid. E chiaramente, a fronte di una ricettività ancora contenuta in termini di posti letto disponibili, la caratteristica resterà quella di un turismo di tipo escursionistico, con Ascoli quale tappa di passaggio più che destinazione. Quello che qualcuno definisce il turismo “mordi e fuggi”. 


La strategia
E, secondo esperti del settore, come Stefano De Angelis, presidente del tour operator ascolano Giocamondo, da anni ai vertici nazionali, e il presidente degli albergatori di Confindustria Centro Adriatico, Matteo Di Sabatino, le parole chiave per sbloccare gli investimenti in nuove strutture sono «destagionalizzazione» e «promozione». Versanti sui quali l’amministrazione comunale sta lavorando, dalla programmazione di nuovi eventi a spot con testimonial, (oltre all’attivazione di un nuovo hotel a Palazzo Saladini Pilastri) ma che richiedono ancora tempo e investimenti. E il sindaco Marco Fioravanti, pur ricordando che la caratteristica del turismo ad Ascoli è purtroppo ancora quella del “mordi e fuggi”, si dichiara «ottimista sul fronte delle presenze che caratterizzeranno la prossima stagione estiva». 


Le previsioni
«Quella dello scorso anno, nonostante il covid – spiega De Angelis – è stata una stagione importante sul fronte del turismo escursionistico. Ovvero il turismo che caratterizza una città come Ascoli. Ma quest’anno entreranno in ballo ulteriori fattori che lo scorso anno sono mancati. Innanzitutto, grazie alle vaccinazioni, torneranno a muoversi le persone di una certa età che, tra l’altro, sono attratte da mete culturali come Ascoli. Ed in tal senso ritornerà anche il discorso dei viaggi di gruppo, con presenze significative. L’altro aspetto, invece, sarà quello del ritorno degli stranieri, considerando che non potendo andare oltre i confini europei molti si muoveranno verso l’Italia e in particolare verso nuove mete da scoprire. Inoltre, la stagione si allungherà verso ottobre quando si arriverà a saturazione sul fronte delle prenotazioni». Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente degli albergatori di Confindustria, Matteo Di Sabatino, che gestisce due importanti strutture ricettive in pieno centro ad Ascoli. «Sono ottimista – rivela – anche se per ora c’è solo qualche flebile segnale di ripresa; l’andamento fa presagire una ripartenza importante già a partire da giugno, soprattutto con la modalità del last minute. Questo è l’effetto di un clima di incertezza, dopo numerosi decreti per il covid. Credo che tra qualche settimana arriveranno i primi segnali importanti, anche grazie alle notizie confortanti sul fronte sanitario». 


La ricettività
In prospettiva, il nodo da sciogliere resta quello della ricettività ancora limitata dal punto di vista dei posti letto disponibili. Una criticità che attualmente costringe Ascoli ad un ruolo di città per il turismo escursionistico. Ma quali sono le possibili strade da percorrere? Come attrarre nuovi investitori in strutture alberghiere? «Indubbiamente – spiega Di Sabatino – l’offerta di posti letto è esigua, ma il problema va affrontato partendo da iniziative mirate e promozione, per trasformare il posizionamento di Ascoli da tappa a destinazione turistica, con l’obiettivo anche di allungare i soggiorni, attualmente di 1,5 giorni in media. Poi, parallelamente, gli investimenti in nuove strutture arriveranno». «L’investimento in strutture ricettive – evidenzia De Angelis – è direttamente proporzionale alla destagionalizzazione, perché solo ampliando i flussi turistici importanti ad almeno per otto mesi all’anno, studiando pacchetti e programmando eventi e iniziative, si possono reggere i costi di nuove strutture alberghiere in una città come Ascoli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA