L’università made in Piceno ora punta sul corso di moda. Ecco il percorso

L’università made in Piceno ora punta sul corso di moda. Ecco il percorso
di Marco Vannozzi
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Lunedì 27 Maggio 2024, 04:20 - Ultimo aggiornamento: 12:56

ASCOLI Senza una sede universitaria propria, ma con due atenei pronti a spingere sull'acceleratore: la città di travertino diventa così il laboratorio per eccellenza. Dopo l'estate, a ottobre si alzerà il sipario sul prestigioso corso di laurea “Paesaggio, innovazione, sostenibilità” (Pais), il primo progetto interateneo tra Politecnica di Ancona e Università di Camerino, le due big delle Marche. La sede sarà l'Annunziata: sarà un corso di laurea magistrale, potranno accedervi i laureati in Agraria e Architettura, con l'obiettivo di formare una figura professionale di paesaggista riconosciuta a livello internazionale.

La moda

E nel frattempo si sta affinando il ragionamento sull'approdo nel prossimo futuro di un altro corso, griffato Unicam, su moda e produzioni creative. «Non abbiamo una nostra università, ma ne abbiamo due come Unicam e Politecnica che ragionano in funzione del territorio piceno», spiega Claudio Massi, presidente del Consorzio universitario piceno. All'orizzonte si staglia invece una delle più grandi opportunità: Ascoli come sede della scuola superiore dell'Italia centrale. La proposta di legge della Lega, a prima firma dell'onorevole Giorgia Latini, prosegue il suo iter in Parlamento: si prevede di insediare nel capoluogo piceno una realtà di assoluta importanza, con corsi di dottorato di ricerca di alto profilo, anche internazionale, in collaborazione con la Politecnica delle Marche, le università di Perugia e di L'Aquila. Focus su alcuni ambiti disciplinari di carattere strategico per i territori del Centro Italia.

La scuola superiore

«Si tratta di un progetto di enorme valore - dichiara l'onorevole Latini -. Un esperimento di questo tipo sta dando ottimi risultati nel Sud. Era tempo che si impostasse un discorso anche per il nostro territorio, area nevralgica del Paese». L'università Made in Piceno intanto prepara il terreno: gli studenti iscritti della provincia nelle sedi di Ascoli e San Benedetto equivalgono a un terzo del numero complessivo. A partire da luglio poi arriveranno i primi laureati del corso della Politecnica in sistemi agricoli innovativi. Quattro giovani su cinque sono del Piceno: due di Spinetoli, uno di Force e uno di Rotella. L'impronta del territorio si fa sentire. «L'intero Piceno deve sostenere il sistema universitario Le opportunità ci sono. Le ricadute sarebbero positive per tutti i Comuni, indipendentemente dalla sede fisica dove si trovano i corsi di laurea», chiede a gran voce Massi. Il presidente del consorzio universitario piceno tesse le fila per una delle questioni prioritarie: studentato e alloggi specifici per garantire la residenzialità. «A fine mese incontrerò i vertici dell'Erdis per discutere della situazione ascolana», sottolinea.

Le aziende

L'accento cade anche sulla necessità di raccordo tra università e aziende: ecco l'accordo quadro tra Ente Scuola edile, Unicam, Scuola d'architettura e design, Consorzio universitario piceno e alcune imprese di costruzioni come Gaspari, Panichi, Turla, Ubaldi per programmi avanzati e corsi rivolti agli studenti Saad. «Costituisce un elemento fondamentale di facilitazione dell’accesso nel mondo del lavoro», sostiene. Infine lo sguardo al Consorzio universitario, al presente, al futuro. Il consiglio di amministrazione è in scadenza. «Sono soddisfatto, mi sono impegnato nell'ascolto del territorio per dare valore all'orientamento e forza al sistema universitario», puntualizza il presidente Massi. Una possibilità di trovare spazi nell'auditorium Montevecchi oggi in degrado? Massi è d'accordo. «Sarebbe una bella idea. Magari il Consorzio potrebbe utilizzarlo in parte».

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