Confcommercio, la strada in salita e le norme anti Covid: «Lockdown mascherato, il settore moda frena»

Giovedì 3 Febbraio 2022
Confcommercio, la strada in salita e le norme anti Covid: «Lockdown mascherato, il settore moda frena»

ASCOLI - «Ridurre la burocrazia sanitaria per restituire fiducia e nuovi sostegni alle imprese per tornare a crescere». La Confcommercio Picena rilancia l’appello della Fipe. Anche il settore moda registra un brusco rallentamento delle vendite nonostante i saldi.

 

«Viviamo ormai una complessa burocrazia sanitaria che sta togliendo agli italiani la voglia di socialità. E questo avviene nonostante la stragrande maggioranza delle persone -tra vaccinati e guariti- sia ormai protetta contro forme gravi della malattia. Chiediamo un intervento di razionalizzazione e semplificazione delle norme per restituire fiducia e ridare una prospettiva alle nostre città che, in molti casi, stanno vivendo un lockdown di fatto. Inoltre, nuovi ristori economici, proroga dei debiti contratti durante il Covid, incisive misure per contrastare la spinta inflazionistica».

Questo l’appello del direttivo nazionale della Federazione italiana pubblici esercizi, rivolto al Governo per ricostruire un clima di fiducia positivo, invocando la risoluzione di situazioni paradossali come quella che vede i turisti stranieri entrare in Italia con un semplice green pass, mentre per accedere a ristorante o al bar viene richiesto il certificato rafforzato. L’ordine del giorno della Fipe è condiviso dalla Confcommercio picena che ne rilancia il messaggio, evidenziando che anche le imprese del settore moda sono in forte sofferenza nonostante i saldi di fine stagione. Dall’ultimo monitoraggio di Federmoda Italia-Confcommercio sull’andamento delle vendite, dal 5 al 15 gennaio sullo stesso periodo del 2021, è emerso un brusco rallentamento dovuto ad una sorta di lockdown mascherato.

 

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