Il farmacista ai domiciliari per i Green Pass falsi interrogato per oltre due ore: «I tamponi li ho fatti davvero»

Sabato 7 Maggio 2022 di Luigi Miozzi
Il farmacista Alberto Angelini con l avvocato Alessandro Angellozzi all arrivo al palazzo di giustizia

ASCOLI  - «I tamponi sono stati effettuati». È quello che ha ribadito ieri mattina Alberto Angelini, il farmacista di Appignano che da una settimana è agli arresti domiciliari e che ieri, accompagnato dal suo difensore di fiducia, l’avvocato Alessandro Angelozzi, è comparso davanti al gip del tribunale di Ascoli, Annalisa Giusti, per l’interrogatorio di garanzia durato oltre due ore. 

 


Nei suoi confronti, la Procura ha ipotizzato il reato di falsità ideologica perchè ritenuto presunto responsabile di aver fatto ottenere ad alcuni suoi clienti - finiti anche loro sul registro degli indagati per lo stesso reato compiuto in concorso con il farmacista - il Green Pass senza eseguire i tamponi. Ipotesi di reato che lo stesso farmacista ieri mattina ha rigettato con forza. «L’interrogatorio si è svolto in una atmosfera di tranquillità - riferisce l’avvocato Angelozzi -. Lo stesso Angelini ha recuperato quella tranquillità pregressa dal momento che un professionista che si è ritrovato in una situazione di vincoli, è ovvio che ne abbia risentito profondamente. Il mio assistito ha rappresentato puntualmente, pagina per pagina, lo svolgimento del fatto per quanto riguardava la tipologia di tampone che era stato effettuato, l’esito dello stesso e la successiva comunicazione che veniva effettuata sia in caso di positività che di negatività del test effettuato».

Una ricostruzione minuziosa e puntuale che, come ha evidenziato lo stesso penalista ascolano, ha raccontato anche quanto fatto nel periodo precedente al periodo interessato dall’inchiesta, il suo comportamento nei confronti della comunità con i prezzi dei tamponi che venivano stralciati e abbassati per poter permettere a tutti di poter usufruire del servizio.

«Secondo quanto sostenuto dallo stesso Angelini davanti al giudici - ha proseguito il difensore del farmacista - non c’è stato alcun elemento di falso perchè quello che ha scritto, era l’esito del tampone così come è stato indicato. Il fatto che sia stata evidenziata la non presenza o presenza dei clienti in farmacia da parte degli investigatori in riferimento alle immagini riprese dalle telecamere che sono state posizionate dagli inquirenti in fase di indagini, non hanno assolutamente rilevanza per il semplice motivo che, in un momento di affluenza della farmacia, la loro presenza potrebbe essere sfuggita. Inoltre, sono stati effettuati dei tamponi nella parte retrostante dell’attività perchè c’era un altro ingresso che non era stato controllato dalle telecamere. Per cui, vi sono molti elementi che possono indurre a ritenere quella vicenda operata nella più perfetta buonafede». Al termine dell’interrogatorio, l’avvocato Angelozzi ha chiesto per il proprio assistito la revoca della misura cautelare e chiesto che Angelini venisse rimesso in libertà.


Provvedimento che, come evidenziato dallo stesso avvocato, «era fondato unicamente ed esclusivamente sul discorso di apprezzamento probatorio degli elementi» che, però, lo stesso Angelini ha chiarito nel corso dell’interrogatorio. Pertanto, qualora la misura non venisse revocata, il difensore ha chiesto la sostituzione con una misura meno gravosa. Il giudice si è riservato la decisione. 

 

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