Servono alloggi per i profughi e l'Arengo attiva un dormitorio. Le Iene plaudono alla raccolta di beni

L'incontro per sostenere il popolo ucraino
L'incontro per sostenere il popolo ucraino
di Cristiano Pietropaolo
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Venerdì 4 Marzo 2022, 09:10

ASCOLI - Alla Bottega del Terzo Settore l’amministrazione Comunale, insieme alla Bottega del Terzo Settore, alla Fondazione Carisap e alle associazioni che compongono il Tavolo delle Povertà si sono incontrati con la comunità ucraina della provincia, per trasmettere l’affetto e la vicinanza della città e organizzare aiuti e accoglienza alle persone in fuga dalla guerra.

 

«Abbiamo deciso di organizzare un Tavolo permanente snello dove ci sarà un rappresentante della comunità ucraina ascolana per coordinare gli aiuti in uscita ma anche la disponibilità degli alloggi - sottolinea il sindaco Marco Fioravanti. - Faremo delle evidenze pubbliche per capire la disponibilità e incrociarlo con le esigenze dei profughi in arrivo. Il problema non riguarda gli alimenti o i beni ma le disponibilità di sistemazioni. Serve una task force per queste esigenze. Siamo preoccupati ma non vogliamo voltarci dall’altra parte ed essere protagonisti e governare la situazione. È già partito il pullman pieno di beni di prima necessità per l’Ucraina e che ritornerà con 50 persone che saranno ospitate ad Alessandria. Anche la comunità polacca ha raccolto molti beni e la risposta degli ascolani è stata eccezionale. Molte famiglie mi stanno dichiarando la propria disponibilità per l’accoglienza di mamme e bambini. Abbiamo anche attivato il dormitorio che metteremo a disposizione». 

«Metteremo a disposizione degli ascolani due numeri telefonici per chiedere tutto il necessario ma anche una mail per le adesioni per l’accoglienza» aggiunge l’assessore alle Politiche sociali Massimiliano Brugni. Il presidente della Bottega del Terzo Settore Roberto Paoletti prosegue: «In questi giorni si sentiva il bisogno di un incontro con la comunità ucraina ma anche per coordinare le operazioni per l’emergenza». Marco Perosa della Fondazione Carisap aggiunge: «Le operazioni vanno coordinate. Noi faremo tutto il possibile anche economicamente per rispondere ad un bisogno così importante».

Oksana Vydets sa bene di cosa si parla, visto che suo marito è partito pochi giorni fa per il fronte. «Da quando è iniziato il conflitto, nel 2014, lui ha detto che se fosse successo qualcosa di peggio, sarebbe partito. Quando ci siamo svegliati il 24 febbraio, ha detto che doveva fare qualcosa per l’Ucraina. Ci teniamo in contatto via messaggio e ha detto che gli ucraini sono patrioti e che non lasceranno mai la difesa del loro Paese. Non hanno paura di morire». Elena Svitlytska è di Dnipro. «Ci sono diverse fabbriche - racconta - che stanno producendo armi per la guerra ma da noi, la situazione è calma. Ogni tanto si sentono le sirene e tutti si rifugiano nei bunker. Stanno finendo le scorte di cibo ma noi riusciamo a sentire i nostri parenti tutti i giorni». «I nostri parenti sono a Kharkiv. Loro sperano di poter uscire - rivela Marina Azarova - ma molti non vogliono abbandonare la casa. La situazione è drammatica: tanti aiuti non riescono ad arrivare perché la zona è pericolosa. Come si potranno ricostruire le città dopo momenti così terribili?». «Dobbiamo aiutare il popolo ucraino» è l’appello di Valentina, che da venti anni vive ad Ascoli. Un plauso alla raccolta anche da parte delle Iene.
 

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