Trasferiti i pazienti no-Covid, gli ospedali per ora respirano: sono 93 i ricoverati, 14 in intensiva, due nelle sale operatorie

Venerdì 20 Novembre 2020 di Emidio Lattanzi
Trasferiti i pazienti non Covid: gli ospedali per ora respirano

ASCOLI  - È stata per buona parte incentrata sulla situazione che si sta vivendo all’interno degli ospedali del Piceno la videoconferenza convocata dal Prefetto di Ascoli, Rita Stentella, per il primo tavolo della sicurezza dopo il passaggio delle Marche a zona arancione.

 

 

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Il Prefetto ha voluto toccare con mano la situazione all’interno delle due strutture sanitarie ed essere aggiornata sui trasferimenti dei pazienti no covid e degli ospiti delle Rsa. Non a casa in collegamento c’era il direttore dell’Area vasta 5 Cesare Milani che ha illustrato la situazione. Dalla riunione è emerso innanzitutto che le cliniche private sambenedettesi apriranno le porte ai ricoverati non Covid che sono stati trasferiti in seguito alla rimodulazione di alcuni reparti del Madonna del Soccorso. Si tratta di Villa Anna e dell’ex Stella Maris.


Milani ha fatto il punto della situazione sui ricoveri dei pazienti positivi al Sars-Cov-2 che sono in tutta la provincia 93 ripartiti in questo modo: 31 al Mazzoni di Ascoli e 62 al Madonna del Soccorso di San Benedetto dove c’è il numero più alto di persone ricoverate in terapia intensiva: dodici contro due ricoverati ad Ascoli tra l’altro in una sala operatoria allestita ad hoc proprio in seguito alla necessità. Dall’incontro è inoltre emerso che non ci sono emergenze legate alle bombole d’ossigeno che invece stanno interessando diverse zone d’Italia. La situazione, in provincia di Ascoli è tranquilla come ha comunicato lo stesso Milani al sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti che aveva avanzato una proposta specifica. «Ho chiesto - ha spiegato Piunti - se ci sia necessità di bombole per l’ossigeno in considerazione dell’allarme che si sta vivendo lungo tutta la Penisola. In Riviera ci sono i concessionari di spiaggia pronti a mettere in campo quelle in dotazione per i salvataggi in mare e i malori, ma l’Area vasta mi ha detto che al momento la situazione è tranquilla sotto quel punto di vista e che non ci sono necessità urgenti». È stato inoltre fatto il punto della situazione sui controlli che proseguiranno, come annunciato, con lo stesso tenore anche nei prossimi giorni sia in Riviera che nel capoluogo.


Come per San Benedetto al momento neppure ad Ascoli sembrano essere all’orizzonte giri di vite relativamente gli assembramenti. A rappresentare il sindaco Fioravanti, alla riunione di ieri, c’era il vice Giovanni Silvestri: «Noi ci atterremo alle decisioni che arriveranno dal presidente della Regione Francesco Acquaroli - ha spiegato al termine dell’incontro - abbiamo delle idee che potranno essere proposte alla Regione ma per il momento non c’è necessità di prendere iniziative diverse dalle direttive che arriveranno da Ancona». Il riferimento è all’ordinanza firmata ieri dal presidente della giunta regionale per limitare gli assembramenti anche negli spazi privati e per raccomandare il corretto utilizzo dei dispositivi.

Presenti alla riunione, a proposito di controlli, anche diversi rappresentanti delle forze dell’ordine con il vice Questore Gerlando Costa, il comandante provinciale dei carabinieri Giorgio Tommaseo, il comandante della capitaneria di porto Marco Mancini, il comandante provinciale della guardia di Finanza Michele Iadarola e il comandante provinciale dei vigili del fuoco Luca Verna. Se quella di mercoledì è stata la giornata nera per il Piceno relativamente ai decessi collegati al contagio da Sars-Cov-2, anche ieri il territorio ha pianto delle vittime. Si tratta di due persone. Una donna di ottant’anni di Castel di Lama deceduta all’ospedale di San Benedetto dove era ricoverata in terapia intensiva e di un ottantaseienne di Folignano morto al Mazzoni di Ascoli dove era ricoverato da diversi giorni in seguito alle pesanti complicazioni legate al contagio da coronavirus.

 

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