Ascoli tra i primi Comuni in Italia
per il recupero di tasse non pagate

Lunedì 19 Agosto 2019
Ascoli tra i primi Comuni in Italia per il recupero di tasse non pagate

ASCOLI - L’Arengo è tra i migliori Comuni italiani per quanto riguarda la caccia agli evasori per conto del Fisco, con relative somme recuperate nel corso del 2018. L’ente ascolano, infatti, intasca una somma pari ad 85.000 euro (pari a quanto recuperato) piazzandosi al 14esimo posto assoluto tra i Comuni italiani più incisivi nella lotta contro l’evasione fiscale, grazie al gran lavoro svolto proprio lo scorso anno, durante la precedente legislatura, per aiutare lo Stato a incastrare chi aveva cercato di non pagare le tasse ed eludere l’Erario. 

Con il risultato ottenuto, dunque, l’Amministrazione comunale, nello scorcio conclusivo del mandato di Castelli, si è contraddistinta per l’efficacia dei controlli a supporto dell’Agenzia delle entrate, ponendosi al primo posto nelle Marche, per il recupero delle somme non pagate al Fisco da cittadini ascolani. 

 

Nell’elenco stilato dallo Stato relativamente ai premi per i Comuni italiani che hanno meglio contribuito all’accertamento fiscale e contributivo di somme evase dai cittadini, come detto, l’Amministrazione comunale si trova al 14esimo posto, quindi tra gli enti più attivi ed efficaci nella caccia agli evasori. Un lavoro svolto con attenzione e meticolosità dagli uffici comunali preposti. La somma riconosciuta dallo Stato all’ente ascolano quale premio per il lavoro svolto è di 85.438,28 euro, in rapporto alle somme recuperate per l’Erario. A livello marchigiano figurano al secondo posto Pesaro con 65.959.01 euro, poi Recanati con 16.386,50 euro e via via premi molto minori, con Fermo che, ad esempio, riceverà solo 799,45 euro. Ascoli, anche nell’elenco complessivo, sopravanza per la guerra agli evasori tantissime altre città italiane. Al primo posto, invece, inarrivabile, c’è il Comune di San Giovanni in Persiceto con un premio dallo Stato pari addirittura a 1.519.052,26 euro, seguito da Torino con 820.000 euro circa, Genova con 760.000 euro e Milano con 745 mila. 

L’Arengo aveva subito sposato, nel precedente mandato, la richiesta di aiuto dello Stato, ai Comuni, per la caccia degli evasori fiscali a tutto campo, dichiarazioni dei redditi incluse. E l’allora sindaco Castelli aveva chiesto agli uffici preposti di darsi da fare sottolineando il classico «facciamo pagare tutti per pagare tutti di meno». Il tutto considerando che in base ad apposita normativa, si era sottolineato il fatto che le somme recuperate avrebbero rappresentato un premio per rimpinguare le casse comunali e, quindi, contribuire a far quadrare i conti del bilancio. A stabilirlo era ed è tutt’ora la normativa che riconosce ai Comuni che collaborano nell’attività di accertamento erariale e di contrasto all’evasione ed elusione fiscale (obiettivi già perseguiti dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza), un premio per le somme effettivamente accertate. Così, l’ente aveva già iniziato a mettere a punto tutta l’organizzazione per andare a riscuotere, se necessario anche in maniera coattiva, tutte le somme dovute e non pagate dai cittadini, allargando il proprio raggio di azione anche le tasse sul reddito oltre quelle comunali. 

Il tutto grazie ad una banca dati unificata a disposizione degli uffici comunali preposti che permette di incrociare tutti i dati relativi a redditi, immobili, pagamenti effettuati, date catastali, utenze, studi di settore e quant’altro. Una strategia che veniva confermata anche dal documento programmatico del 2018. 

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