Cantieri del terremoto, mancano gli ispettori Asur per effettuare i controlli per la sicurezza

Lunedì 17 Gennaio 2022 di di Mario Paci
Cantieri del terremoto, mancano gli ispettori Asur per effettuare i controlli per la sicurezza

ASCOLI - Ogni giorno la cronaca riporta di incidenti mortali sul lavoro, eppure non si fa tutto quello che è necessario. Sarebbe auspicabile snellire le procedure e far in modo che non si rimanga imbrigliati nelle maglie della burocrazia almeno in questo settore. L’organo di vigilanza delle Asl è uno deI deputati al controllo dell’antinfortunistica in generale: il dipartimento di prevenzione ha il compito di assicurare che ciò che circonda il lavoratore abbia i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa.

 

 
Le lacune
Ad Ascoli e nelle zone colpite dal sisma si sta registrando una situazione alquanto atipica, che rischia di trascinare nelle difficoltà anche la Regione. Si è ancora in attesa ormai da mesi della proroga dell’incarico di un responsabile di settore e dell’assegnazione del personale della struttura operativa designata ai controlli tecnici nella cantieristica ed all’assistenza all’utenza. Quest’ultimo aspetto circa la necessaria assistenza agli utenti risulta essere fondamentale poiché i medesimi rischiano di perdere i finanziamenti statali per la ricostruzione nel caso in cui non riescano, per motivazioni varie, a trasmettere la prevista notifica online obbligatoria. In effetti l’Ufficio speciale per la ricostruzione richiede correttamente la presenza/trasmissione della notifica come prerequisito per la concessione del contributo governativo alla ricostruzione. Inoltre occorre rimarcare che dall’importante protocollo di legalità per le zone del sisma-2016 in Prefettura si evince che l’Asur si è resa disponibile a promuovere, fin dalla prima applicazione, l’interoperabilità o integrazione applicativa tra la piattaforma del commissario straordinario del governo per la ricostruzione post-sisma 2016 e quella del Badge elettronico dei lavoratori del cantiere con la piattaforma delle notifiche on line al fine di rendere fruibili i dati in essa contenuti agli enti preposti ai controlli. Non solo, l’Asur si è resa anche disponibile di intervenire con proprio personale a livello preventivo sui territori e si è proposta di essere di supporto a tutti gli altri enti firmatari del protocollo.


La paralisi
Ma al di là dei buoni non c’è stato ancora il necessario rinnovo delle cariche. Ciò è stato sottolineato dalla Prefettura di Ascoli in un recente incontro con gli enti firmatari, “rimproverati” per non aver ancora messo in campo quanto previsto con il pericolo che tutte le procedure rischiano pertanto il collasso. Questo è il paradosso consistente nel fatto che quei controlli tecnici attualmente sono in gran parte bloccati per mera questione burocratica da parte dell’Asur. La Regione rischia di non raggiungere l’obiettivo ministeriale dei Lea (livelli essenziali di assistenza) che, nel caso specifico, consistono nel controllare almeno il 10% dei cantieri nei territorio di competenza. Nelle zone colpite dal sisma ed interessate alla ricostruzione questo obiettivo è lungi dall’essere raggiunto e, pertanto, si rischia di perdere gran parte dei previsti finanziamenti statali per non aver raggiunto l’obiettivo specifico. Si pensi che nella zona sisma sono attualmente operative migliaia di imprese e di lavoratori autonomi (oltre 7.000 imprese e 3.000 lavoratori autonomi) ma latitano i controlli, auspicati dalla Prefettura.


Gli incidenti
È fondamentale correre ai ripari e migliorare il coordinamento tra i vari soggetti della filiera sicurezza. Mentre il premier Mario Draghi cerca di affrontare questa piaga, tenendo bene a mente il triste elenco degli incidenti sul lavoro degli ultimi giorni, la macchina organizzativa Asur rischia di incepparsi e di rimanere ferma e bloccata dalla burocrazia.

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