Furbetti del Cas: contributo sospeso a 150 famiglie. E per qualcuno scatta la segnalazione in Procura

Sabato 10 Luglio 2021 di Luca Marcolini
Furbetti del Cas: contributo sospeso a 150 famiglie. E per qualcuno scatta la segnalazione in Procura

ASCOLI - Sono 150 le famiglie ascolane per le quali l’Arengo, dopo il rinnovo delle richieste e i previsti accertamenti, nella scorsa primavera ha revocato il Cas, contributo di autonoma sistemazione post terremoto per mancanza di requisiti. 

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Il resoconto

Revoche che sono scattate – come conferma la relazione specifica di resconto del Comune – sia dopo la verifica che per la mancata presentazione, da parte di qualcuno, della richiesta di rinnovo del sostegno economico. E due pratiche, tra quelle revocate, sono state segnalate dagli uffici comunali preposti alla Procura della Repubblica. Le famiglie sfollate per l’inagibilità delle abitazioni a causa del sisma, che prima delle revoche percepivano il Cas erano circa 650. E ora sono scese a 500. Sulla base di una specifica ordinanza di fine 2019, era stato richiesto a tutti i percettori di contributi di autonoma sistemazione e, in generale, ai soggetti che a distanza di 4 anni dal sisma avessero ancora un disagio abitativo causato dal terremoto di presentare una specifica dichiarazione, entro marzo del 2020, di avere i requisiti previsti per poter continuare a percepire i Cas. Da quel momento, pervenute all’Arengo le richieste in questione, pari a circa 650, è stato effettuato l’inserimento delle dichiarazioni nello specifico portale Cohesion WorkPa della Regione Marche. E’ stato poi effettuato un primo controllo sulle dichiarazioni, pari a circa il 15%, per la verifica del permanere dei requisiti per il percepimento del contributo in base alle nuove disposizioni. In particolare si è proceduto ad accertare ed a verificare la documentazione in cui i beneficiari hanno dichiarato di avere nelle proprie disponibilità un’abitazione di proprietà idonea all’uso. Conseguentemente ad un’istruttoria più approfondita sulle dichiarazioni pervenute – portata avanti con una gran mole di lavoro da parte degli uffici del Servizio politiche sociali dell’Arengo - sono stati attivati circa 150 procedimenti di revoca che hanno riguardato i beneficiari senza più i requisiti e anche coloro che non hanno presentato la dichiarazione. 

Le lettere

Successivamente, sono state spedite le circa 150 lettere di avvio del procedimento di revoca per arrivare poi, nella scorsa primavera ai provvedimenti definitivi di stop ai contributi. Per l’analisi e la verifica dei casi complessi sono state effettuate 5 specifiche commissioni proprio per esaminare le problematiche relative al diritto al contributo in base alla nuova ordinanza. E, come detto due pratiche sono anche state trasmesse alla Procura della Repubblica.

 

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