Sprechi alimentari addio: con una app i ristoranti offrono le loro eccedenze. Ecco come è nato il progetto

Venerdì 15 Ottobre 2021 di Cristiano Pietropaolo
Sprechi alimentari addio: con una app i ristoranti offrono le loro eccedenze. Ecco come è nato questo interessante progetto

ASCOLI - Il progetto “Insieme”, acronimo di “Iniziative solidali inclusive e di mediazione” si propone di raccogliere le eccedenze alimentari, ovvero il cibo adatto al consumo ma che per varie ragioni non viene venduto o consumato, che rappresentano un costo non solo sociale, economico ed ambientale. L’iniziativa, con l’associazione Betania come capofila, è a favore della fascia più debole della popolazione. In contemporanea c’è “BringTheFood, l’applicazione web che con un click aiuta chi ha bisogno, riduce gli sprechi ed è rivolta a ristoratori, grande e piccola distribuzione e organizzazione dei produttori.

 

«È un progetto finanziato dalla Regione per il contrasto alla povertà e per cambiare la mentalità sullo spreco alimentare - dice Corrado Bruni di Zarepta. - L’associazione è impegnata da anni nel recupero delle eccedenze alimentari che serve ai propri ospiti ma l’iniziativa vuole istituzionalizzare questo tipo di raccolta tramite un’app. Ci sono anche sgravi sull’Iva per chi conferisce le eccedenze». Emilio Bianchini di Betania evidenzia: «In Italia ogni anno si generano 5 milioni di tonnellate di eccedenze. Dobbiamo intercettare lo spreco delle aziende, della ristorazione e della distribuzione, dove arrivano beni ancora non scaduti, per l’Emporio della Carità. Il prodotto non venduto dei ristoranti può essere consumato subito da Zarepta oppure abbattuto secondo le regole di conservazione. Con questa app, che già esisteva, mette in collegamento il donatore con le associazioni per recuperare gli alimenti, poi dirottati verso l’Emporio o Zarepta. L’app produce anche tutta la documentazione per gli sgravi fiscali. Il nostro obiettivo è raggiungere tutti gli operatori della ristorazione e della distribuzione».

Il presidente del Pas Pino Felicetti aggiunge: «Si vorrebbe allargare la sfera d’incidenza. Si parla di welfare di comunità; il volontariato da solo non risolve i problemi complessi e occorre unirsi con le amministrazioni: qui lo facciamo da tempo. Dalla sinergia si genera valore aggiunto per la società». «L’Arengo condivide tutte le linee direttamente con le associazioni che agiscono in questo settore e la collaborazione è totale» conclude l’assessore ai Servizi sociali Massimiliano Brugni.

 

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