Spaccia la droga all'interno del carcere, condannato un detenuto

Giovedì 25 Febbraio 2021
Spaccia la droga all'interno del carcere, condannato un detenuto

ASCOLI - Era stato sorpreso a cedere droga all’interno del carcere dove era rinchiuso ad altri due detenuti. A distanza di quattro anni da quei fatti è arrivata ieri la sentenza di primo grado con il responsabile ritenuto colpevole di traffico di sostanze stupefacenti aggravato dal fatto che sia avvenuto all’interno della casa circondariale di Ascoli.

 

A febbraio del 2017, un trentenne di origine tunisina detenuto a Marino del Tronto, fu sorpreso a cedere dell’eroina a due persone che erano anch’esse detenute all’interno del carcere ascolano. 
Secondo quanto sostenuto dalla Procura di Ascoli, lo stupefacente era stato suddiviso in tre parti ed era stato sniffato. Purtroppo, uno dei due, subito dopo aver inalato l’eroina, si senti male e andò in overdose. Per questo motivo, nei confronti del tunisino fu contestata anche l’accusa di lesioni personali colpose come conseseguenza di altro reato. Ieri mattina, davanti al giudice del tribunale di Ascoli Claudia Di Valerio si è tenuto il processo a carico del trentenne assistito dall’avvocato Simone Matraxia. 
Al termine dell’udienza è arrivata la sentenza con cui il tunisino è stato condannato ad un anno di reclusione per il traffico di sostanze stupefacenti mentre è stato assolto per il reato di lesioni personali. Purtroppo, non è la prima volta che al’interno del carcere di Marino del Tronto, nonostante vengano messi in atto una serie di controlli molto serrati, si riesce a far arrivare ai detenuti le sostanze stupefacenti. Già in altre occasioni, gli agenti di polizia penitenziaria in servizio all’interno della casa circondariale di Ascoli, hanno scoperto la presenza di droga che è stata prontamente sequestrata. Non andò così, evidentemente, quattro anni fa quando poi, a seguito di quanto accaduto, il trentenne tunisino finì nei guai. In quella occasione, infatti, dopo aver ceduto l’eroina agli altri due detenuti, accadde che uno di loro accusò un malore e finì in overdose da oppiacei. Ne scaturì il procedimento penale con il trentenne accusato di traffico di soatanze stupefacenti e, inoltre, fu gli fu contestato il reato di lesioni personali dal momento che l’assunzione dell’eroina che aveva ceduto aveva provocato l’overdose. A distanza di quattro anni il processo di primo grado è giunto a conclusione con la condanna del tunisino a un anno di carcere. 

 

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