Dalle classi pollaio ai tanti ricorsi, la scuola non ingrana: rimandata a settembre

Venerdì 17 Settembre 2021 di Marco Vannozzi
La scuola è ripresa non senza problemi da risolvere

ASCOLI - Non è cambiato nulla nel terzo anno scolastico colpito dal Covid. Anziché far aumentare il grado di urgenza anche per i profili di sicurezza, ora che non è più obbligatorio il metro di distanziamento in classe, la problematica s’infiamma. Anche gli istituti ascolani sono alle prese con le classi soprannumerarie con oltre 30 studenti: dal liceo classico allo scientifico, a quelli tecnici. 

 

«Non ci sono classi fuori norma. La vera questione oggi è la penuria di strutture» spiega il dirigente scolastico Arturo Verna. Ma si tratta di una situazione cronica. Il sovraffollamento è consentito dai criteri stabiliti dal ministero. E secondo un’indagine a livello nazionale, nel primo anno delle Superiori le classi pollaio sono il 15% del totale. Il massimo affollamento si ha nei licei. In particolare agli scientifici al primo anno c’è addirittura una classe pollaio su quattro. È naturale come una riduzione della numerosità delle classi possa favorire il distanziamento e una più funzionale organizzazione della didattica. «Ci saranno classi anche con 32 alunni in alcuni istituti superiori di Ascoli, chiusi in spazi di appena 70 metri quadrati. Non è ammissibile», dichiara Giuseppe Pacetti, ex dirigente Uil. «Da sempre abbiamo segnalato questo annoso problema. Purtroppo c’è la normativa nazionale da rispettare per quanto riguarda la costituzione di organici e gruppi classe - fa sapere Barbara Nicolai, segretaria provinciale Cgil -. D’altra parte è un cane che si morde la coda: non ci sarebbero classi pollaio se ci fosse maggiore personale per garantire didattica e assistenza». 

Ad Arquata intanto scongiurata la pluriclasse, ma ancora sussistono problemi per le nomine dei docenti. Si attende il decreto da parte dell’Ufficio scolastico regionale. «Se entro lunedì non si risolverà la questione ci saranno proteste» tuona il sindaco facente funzioni, Michele Franchi. Il nodo delle nomine è oggi sotto la lente. L’ufficio scolastico provinciale attraversa gravi difficoltà, a causa di grosse carenze in organico, con il personale ridotto all’osso: negli ultimi quindici giorni il provveditore si è visto costretto a fare a meno di tre impiegati. La situazione al momento è molto complessa: si segnalano parecchi errori negli esiti delle nomine avvenute per la prima volta tramite una piattaforma informatica nazionale. Stavolta le attività di reclutamento del personale per le supplenze sono state informatizzate: dal 10 al 21 agosto è stato possibile fare domanda solo online, inserendo i desiderata di ciascuno. 

Sarebbero pronti a partire oltre un centinaio di ricorsi: tra i tanti quello di un’insegnante ascolana che non ha potuto inserire nella sezione dedicata sul sito i cinque anni di servizio e completare la domanda, a causa di un errore del sistema. In tutto questo marasma il provveditorato potrebbe cercare di chiamare in soccorso temporaneo gli applicati nei vari istituti scolastici, ma appare evidente come oggi le scuole siano poco propense a cedere personale. 

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