Scavi in corso Trieste, scoperta anche una tomba. Rallentamento dei lavori per la catalogazione della Soprintendenza

Giovedì 23 Giugno 2022 di Luigi Miozzi
Gli scavi in corso Trieste riportano alla luce reperti archeologici

ASCOLI  - Che il cantiere per il rifacimento di corso Trento e Trieste fosse complicato, lo si sapeva da tempo così come del rischio di rinvenimento di reperti archeologici che avrebbero potuto rallentare i lavori. E così è stato. In questi giorni, l’impresa che sta eseguendo l’intervento per conto della Ciip per la realizzazione della rete di sottoservizi, ha riportato alla luce, proprio nei pressi dell’incrocio tra piazza Santa Maria Intervineas e Lungotronto Bartolomei, i resti di un’antica tomba. 

 

 

La scoperta
Inevitabilmente, c’è stato l’intervento della sovrintendenza e l’impiego di personale specializzato per datare il reperto, poterlo catalogare e fotografare per poi consentire agli operai di riprendere con gli scavi. Da qualche giorno, pertanto, il ruolino di marcia ha subito un rallentamento ma, nonostante il rinvenimento, l’intervento prosegue. A differenza di quanto avveniva precedentemente in situazioni simili, per la prima volta in corso Trento e Trieste è stata utilizzata la nuova tecnologia sviluppata dalla Ciip che consente di conoscere, grazie ad un sistema di rilevamento satellitare, cosa c’è nel sottosuolo.

Nei mesi scorsi, pertanto, grazie all’azione preventiva fatta con la nuova strumentazione, si era venuti a conoscenza della presenza dell’antica tomba e pertanto è stato più semplice riuscire ad individuarne i contorni e ad eseguire le verifiche necessarie. In questo modo, dunque, si è evitato di dover fare ulteriori scavi nelle vicinanze avendo già ben chiaro cosa gli operai si dovessero aspettare nel momento in cui sarebbero entrati in azioni i mezzi da lavoro.

I reperti 
A mano a mano che vengono scoperti i reperti, gli archeologi intervengono e fanno in modo che rimanga traccia del patrimonio cittadino di cui si poteva facilmente ipotizzare la presenza ma che fino ad ora non era mai venuto alla luce. Almeno in questa prima fase, dunque, il pericolo che i lavori, come era avvenuto in passato possano fermarsi dopo il rinvenimento di reperti archeologici , sembra essere scongiurato. Per adesso, grazie alla nuova tecnologia messa in campo, si tratta solo di un fisiologico rallentamento necessario per poter consentire la catalogazione dei reperti e riuscire a datare i resti ritrovati durante gli scavi. 

 

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