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Si scava nella vita privata di Cianfrone: finiscono sotto la lente i conti bancari

Si scava nella vita privata di Cianfrone: finiscono sotto la lente i conti bancari
Si scava nella vita privata di Cianfrone: finiscono sotto la lente i conti bancari
di Luigi Miozzi
4 Minuti di Lettura
Domenica 7 Giugno 2020, 03:50

ASCOLI - Le indagini della Procura di Ascoli sono volte anche a ricostruire i movimenti bancari e gli interessi di Antonio Cianfrone, l’ex vice comandante della caserma di Monsampolo ucciso con trte colpi di pistola sulla pista ciclabile di Pagliare del Tronto. Un aspetto che gli inquirenti intendono approfondire è quello finanziario attraverso un’attenta analisi dei conti correnti e dei movimenti bancari, soprattutto dopo che a seguito dell’inchiesta del 2014, da qualche anno la vittima non percepiva più lo stipendio che in un primo momento, a seguito della sua sospensione, gli era stato decurtato fino a quando poi non gli è stato più pagato. Negli ultimi tempi, Cianfrone era impegnato nell’import ed export ed è anche su questo aspetto gli investigatori intendono fare luce. 

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I due killer di Antonio Cianfrone di 51 anni potrebbero aver perlustrato la zona della pista ciclopedonale di Pagliare del Tronto nei giorni precedenti per poter preparare nei minimi particolari l’agguato che mercoledì scorso è costato la vita al sottufficiale dei carabinieri. Su questa ipotesi si sta concentrando l’attenzione degli investigatori che sulla base di alcuni elementi già in loro possesso stanno effettuando dei riscontri dalla comparazione dei dati che potrebbero rivelarsi decisivi all’individuazione delle due persone che in sella ad una motocicletta sono stati visti fuggire subito dopo che il sottufficiale dei carabinieri (sospeso dal servizio per un’inchiesta per concussione) è stato raggiunto da tre colpi di arma da fuoco. 

Per questo, motivo prosegue il lavoro certosino dei carabinieri del nucleo investigativo di Ascoli sulla gran mole di immagini catturate dalle telecamere presenti in un ampio raggio dal luogo del delitto. Si sta procedendo con lo screening di tutte le motociclette che sono passate per cercare di individuare quella utilizzata dai malviventi per compiere l’omicidio. Sul tavolo degli investigatori c’è l’immagine dei killer in fuga e la traccia audio del rombo della motocicletta catturata dall’impianto di video sorveglianza di una abitazione privata nelle vicinanze della pista ciclopedonale. Elementi decisivi che potrebbero consentire di scoprire i colpevoli. Proseguono, intanto, i pattugliamenti degli investigatori in Vallata e soprattutto nella zona di Villa san Pio X dove venerdì pomeriggio sono state compiute alcune perquisizioni. Una intera famiglia è stata condotta nella caserma del comando provinciale dei carabinieri dove è stata momentaneamente trattenuta per degli accertamenti. Solo dopo alcune ore, a notte inoltrata, i tre (padre, madre e il figlio) hanno fatto ritorno nella loro abitazione da dove in precedenza i militari dell’Arma avevano sequestrato la motocicletta che era in garage. Prelevata anche un’altra moto. Resta sempre calda la pista che conduce alla Puglia dove il sottufficiale aveva collegamenti.

Nella giornata di ieri due auto dei carabinieri in borghese perlustravano la zona della loro abitazione. Nel frattempo, gli inquirenti dall’analisi dei tabulati telefonici e da quelle delle celle dei ripetitori che garantiscono la copertura del segnale nella zona della pista ciclabile stanno identificando le persone che mercoledì mattina, tra le 7,30 e le 9,30 si trovavano sulla pista ciclabile e che potrebbero aver visto qualcosa. Per questo motivo, vengono a mano a mano convocate in caserma per essere ascoltati dai carabinieri. Nella zona di Spinetoli gli investigatori cercano di individuare potenziali testimoni che possono aver assistito non solo alle fasi drammatiche dell’omicidio, ma anche aver notato presenze sospette nei giorni precedenti o dopo l’accaduto quando due persone in tenuta scura si sono allontanate in moto. I militari cercano di sentire chi risiede lungo quella che potrebbe essere stata la via di fuga: finora nessuno ha risposto spontaneamente all’appello del procuratore capo Umberto Monti di presentarsi a testimoniare. Le ricerche della moto usata per la fuga proseguono visionando le immagini delle telecamere dei caselli autostradali e autogrill nel Piceno e in Abruzzo. È stata trasmessa richiesta alle forze di polizia della costa Adriatica fino alla Puglia di segnalare eventuali moto bruciate. 

Prosegue intanto il lavoro degli artificieri a caccia col metal detector dei bossoli dei proiettili che hanno ucciso Cianfrone, in un’area molto ampia. Una ricerca ancora vana, tanto da far ipotizzare che possano essere stata usata una pistola a tamburo. Una risposta in tal senso potrà arrivare dall’autopsia che la Procura disporrà all’inizio della prossima settimana. 

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