L'Usb bacchetta Asur e Area vasta 5: «Senza la proroga dei contratti a termine la sanità Picena rischia il collasso»

L'ospedale Mazzoni
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di Cristiano Pietropaolo
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Giovedì 24 Marzo 2022, 09:30

ASCOLI - L’Usb all’attacco dell’Area vasta 5 e dell’Asur per non aver risposto in merito alla scadenza del contratto, previsto a fine marzo, di 131 precari del settore della sanità. «Non possiamo tacere di fronte all’inerzia di Asur e Area vasta 5, che ancora una volta dimostrano scarsa considerazione per le lavoratrici e i lavoratori, in particolare i precari, alcuni dei quali con il contratto in scadenza il 31 marzo.

Personale precario per il quale, da mesi, Usb chiede la proroga dei contratti sino al 31 dicembre, perché la sanità pubblica va rafforzata implementando l’organico, in una fase in cui ancor di più si sono evidenziate rilevanti problematiche e criticità - spiegano i sindacalisti di Usb. - La proroga è assolutamente necessaria, perché la dichiarazione della fine dello stato di emergenza al 31 marzo, di certo non segna la fine della situazione di criticità, con casi Covid che sono in aumento».


L’Usb precisa: «Al momento sono in servizio 298 precari, dei quali 131 in scadenza il 31 marzo, e non è difficile presagire un ulteriore collasso della sanità picena in caso di mancata proroga. Durante la trattativa del 17 febbraio il direttore di Area vasta 5 aveva promesso una proroga almeno al 30 giugno, ma ad oggi nulla è stato fatto ed è per questo che chiediamo il rispetto almeno di quanto promesso. Le stabilizzazioni consentirebbero il rispetto delle norme in tema di riposi e godimento delle ferie. È stato convocato un tavolo di trattativa e ci attendiamo una risposta formale ma è urgente e necessario un netto cambio di rotta nella politica sanitaria del Piceno, che rimetta al centro sicurezza e dignità dei lavoratori nonché i diritti degli utenti e la tutela della salute pubblica - conclude il sindacato. - I vertici Asur e Area vasta 5 hanno dimostrato, in questi due anni di pandemia, di non essere all’altezza dei compiti, evidenziando enormi lacune che si sono riverberate sui dipendenti in maniera pesante e ormai non più accettabile».

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