Sindacati in allarme: «Perderemo 180 dipendenti». Sit-in di protesta a palazzo dei Capitani per la conferenza dei sindaci

L'incontro sulla Sanità
L'incontro sulla Sanità
di Cristiano Pietropaolo
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Giovedì 7 Luglio 2022, 01:20

ASCOLI - Le Organizzazioni Sindacali Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl,,Nursind, Nursing Up, Fials, Usb e Ug annunciano una protesta per domani alle 12 a Palazzo dei Capitani, dove si svolgerà la conferenza dei sindaci che torna a riunirsi dopo alcuni anni. 
 

«C’è una mancanza di risorse che danneggia non solo la sanità, ma tutto il Piceno. Se non ci sarà un riequilibrio di fondi, la situazione sarà drammatica- evidenzia il coordinatore Rsu, Paolo Grassi - Nonostante ci sia una legge regionale che impone la perequazione dei fondi, l’Area Vasta 5 viene continuamente discriminata. Già nel 2020, c’è stato un taglio del 20% del budget e ci sarà un ulteriore taglio di un milione e 800 mila euro per l’Area Vasta 5, risparmio pagato con la perdita di circa 180 lavoratori tra personale sanitario, tecnico ed amministrativo. La Regione - prosegue Grossi - deve attuare quanto legiferato perché se non riusciamo ad ottenere il riequilibrio, ci porteremo dietro il deficit per anni. Non parliamo poi dell’accorpamento dei reparti, con la perdita di ulteriori posti letto». 

«Non solo ci sono risorse inferiori per il salario accessorio, ma anche il tempo di vestizione non è riconosciuto da Asur, così come il buono pasto mensa sostitutivo e come l’affidamento degli incarichi- dice Viola Rossi della Cgil- La situazione, anche dal punto di vista contrattuale, è disastrosa. Chiediamo il rispetto dei patti con Asur». Giorgio Cipollini della Cisl aggiunge che « Si chiede solo l’applicazione della legge regionale che prevede l’obbligo del riequilibrio dei fondi all’interno dell’Asur, cosa non fatta per cinque anni. Se non si farà entro il corrente esercizio, si arriverà alla chiusura dell’ospedale di Ascoli o di quello di S. Benedetto o al ridimensionamento di entrambi. I duemila dipendenti di questa Area Vasta percepiscono due milioni di euro in meno rispetto alle altre Aree Vaste. Siamo tutti preoccupati per il servizio sanitario del territorio. Se non ci ascoltano, andremo a mettere i volantini in tutte le case degli abitanti del Piceno. Nel nostro territorio c’è oltre il 50% delle attività sanitarie private di tutte le Marche. Il servizio sanitario pubblico è ampiamente depauperato. La sanità picena diventerà un piccolo ospedaletto di paese». 

«C’è carenza cronica di personale che è attuale e che è ovunque. Negli atti di Area Vasta 5 è scritto che le proroghe dei precari arrivano non al 31 dicembre ma fino al 16 settembre. Ci troveremo, in quel periodo, con 180 lavoratori in meno, con le gravi ripercussioni del caso- sottolinea Mauro Giuliani di Usb- Visto che ci sarà ulteriore personale in meno, quali reparti chiuderanno? I cittadini devono sapere qual è il progetto di sanità per il Piceno. Avremo solo 8 oss e 4 infermieri stabilizzati ma il Covid è tornato a creare molti problemi. Se nasceranno queste nuove Ast, perché dobbiamo arrivarci con un’azienda decurtata del personale? Per questo chiediamo la proroga dei contratti». Maurizio Pelosi di Nursind evidenzia che « C’è un malcontento generale, con molti Oss che si stanno licenziando. In Area Vasta 5 c’è una mobilità attiva di 16 milioni di euro che vanno nelle casse Asur a sanare altri bilanci negativi. Siamo l’unica Area Vasta che ha fatto una proroga di solo due mesi», mentre Roberto Tassi di Nursing Up dichiara che « I grandi carichi di lavoro si ripercuotono non solo sugli operatori ma sui pazienti, con una serie di rischi come cadute accidentali ed errori nella somministrazione dei farmaci». 

«In Area Vasta 5 ci sono moltissimi lavoratori a tempo determinato. Perché tutti questi precari?- aggiunge Paolo Villa di Cisl- In Area Vasta 2 ce ne sono solo 52. Nel 2023 perderemo altri 70 posti. Si mette a rischio l’assistenza agli utenti perché, a prescindere dai nuovi casi Covid, il personale viene sottoposto a turni massacranti. Vogliono aprire nuovi servizi ma senza il personale. Anche l’Urologia è accorpata dal marzo del 2020: hanno assunto un urologo ma non c’è il personale. Non faccio distinzioni politiche: qui hanno sbagliato sia la vecchia che la nuova giunta regionale».

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